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Viterbo - Stupro nel pub di CasaPound - Il corteo, organizzato dalla Rete degli studenti medi, ha invaso il centro del capoluogo - FOTO E VIDEO

Striscioni, bandiere e fischietti, in mille contro la violenza

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La manifestazione contro gli atti di violenza fascista "Mai in silenzio" indetta dalla Rete degli studenti medi

La manifestazione contro gli atti di violenza fascista “Mai in silenzio” indetta dalla Rete degli studenti medi

Viterbo – “Mai in silenzio”. È stato questo lo striscione che ha aperto il corteo contro la violenza organizzato questo pomeriggio nel centro di Viterbo.

In mille, secondo gli organizzatori, sono scesi in piazza per manifestare solidarietà alle vittime di violenza dopo soprattutto lo stupro avvenuto qualche giorno con l’arresto di due giovani viterbesi militanti di CasaPound.

Multimedia: Fotocronaca: Mai in silenzio – video

Il maltempo non ha fermato il lungo serpentone organizzato dalla Rete degli studenti medi che è partito alle 17 da piazza della Rocca per scendere in via Faustino e giungere in piazza del Sacrario e da lì in via Marconi e poi piazza del Teatro, via Matteotti per tornare di nuovo in piazza della Rocca.

Imponenti il numero delle forze dell’ordine disseminate lungo il percorso per evitare qualunque tipo di problema.

Presenti bandiere della pace, dei partiti, delle associazioni ma anche striscioni, slogan e fischietti. Un corteo pacifico e colorato ma al tempo stesso denso di significato e di solidarietà per le vittime di violenza.

Tra gli slogan più significativi “mai in silenzio”, “nostri i corpi, nostra la città, antifascismo è libertà”, “non è normale che sia normale. Sempre dalla parte delle donne” e “stand up against violence”.

Presenti moltissimi politici, dai rappresentanti della Regione Lazio tra i quali gli assessori Alessandra Troncarelli e Lorenza Bonaccorsi, i consiglieri Enrico Panunzi e Marta Bonafoni, alle amministrazioni comunali con in testa il sindaco di Viterbo Giovanni Arena con assessori e consiglieri.

“Siamo al termine di questo corteo – ha detto Giovanni Arena – su iniziativa degli Studenti in rete che ringrazio perché hanno voluto, con la loro manifestazione, sensibilizzare l’opinione pubblica. Noi siamo vicini a loro in questa condanna alla violenza gratuita che è stata perpetuata in questi giorni a Viterbo, oggi in particolare per la violenza subita da una donna con i due ragazzi arrestati. Gli studenti vogliono intraprendere iniziative sul territorio con l’obiettivo di far riprendere alle loro generazioni dei percorsi virtuosi e essere da esempio per tutti gli altri”.

Hanno sfilato anche il presidente della Provincia Pietro Nocchi e molti primi cittadini del viterbese, tra cui molte donne, come la vicesindaca di Montefiascone Orietta Celeste.

“Oggi manifestiamo – ha detto Orietta Celeste – contro la violenza sulle donne per non rimanere in silenzio. È stata una giornata di sensibilizzazione per dare voce alle donne perché questi fatti non accadano più”.

Tantissimi i cittadini presenti al lungo corteo, ma anche associazioni e sindacati.

“Abbiamo deciso di lanciare questa manifestazione – ha aggiunto il segretario provinciale di Rete degli studenti medi Roberto Tedeschini – in seguito all’arresto di due nostri coetanei accusati di una brutale violenza. Esprimo solidarietà alla vittima e alle tante donne che come lei sono state vittime di violenza. Questo atto non è un gesto isolato ma è il frutto di una cultura violenta e ignorante che cresce nel nostro paese. Ognuno di noi può fare la differenza e rappresentare l’argine a una cultura di violenza. Basta non girarsi dall’altra parte. Basta prendere posizione”.

Un corteo che ha animato il centro di Viterbo con l’obiettivo di sensibilizzare più persone possibili contro la violenza.


 – Striscioni, bandiere e fischietti, in mille contro la violenza


“Noi non sciogliamo le righe” – Usb sempre in prima linea contro il fascismo 

Oggi non è una manifestazione contro ogni violenza, o solo contro la violenza di genere.
Oggi la manifestazione è contro la cultura e la pratica dell’odio, che ha un solo nome: Fascismo
Usb non è andata in piazza per un debole e vago balbettare contro la violenza.

Aggressioni, imbrattamenti e intimidazioni sono una pratica che tenta di infondere paura anche tra gli studenti. E’ quindi importante l’iniziativa della Rete degli Studenti che hanno dato un nome preciso ai cultori dell’odio.
Legare lo squadrismo fascista ad un gravissimo fatto di sangue che ha colpito la città è il tentativo di dire che “di notte tutte le mucche sono nere”.
 
Usb ribadisce che ciò non è vero.
Istituzioni, partiti e sindacati non possono chiudere gli occhi contro la violenza organizzata.
Mettano in campo atti concreti.
Le parole sicurezza, separazione, razza in questa città hanno favorito il sorgere della cultura dell’odio.
Usb non smobilita,
ANTIFASCISMO ORA E SEMPRE.

Usb Viterbo
 


La nota ufficiale di Lorenza Bonaccorsi, assessora alle Pari Opportunità e Turismo della Regione Lazio

Aderisco alla manifestazione Mai in Silenzio promossa dalla Rete degli Studenti Medi di Viterbo dopo il violento stupro subito da una 36enne loro concittadina.

Non potevo che essere qui, in Piazza, raccogliendo l’appello di tanti ragazzi e ragazze della mia Regione che hanno deciso di scendere in strada per dire basta alla violenza e per gridare contro l’odio”.

Così Lorenza Bonaccorsi, assessora alle Pari Opportunità e Turismo della Regione Lazio, durante la manifestazione di oggi nel capoluogo della Tuscia.

“Viterbo è sempre stata una città tranquilla e lontana dalla cronaca nazionale eppure lo stupro dello scorso 11 aprile e il tragico omicidio di ieri di Norveo Fedeli avrebbero suggerito un’azione responsabile da parte di chi in questo momento guida il dicastero della Pubblica Sicurezza.

Si sarebbe potuto riunire il tavolo provinciale per l’ordine pubblico. Si sarebbero potute intraprendere azioni per riportare un po’ di serenità in una comunità frastornata da cotanta violenza ed invece il nulla, il silenzio.

Questo Paese non ha un Ministro degli Interni. Ha un segretario di Partito in perenne campagna elettorale, impegnato in tournée, comizi e comparsate in tv’.

Lorenza Bonaccorsi, assessora alle Pari Opportunità e Turismo della Regione Lazio

 


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4 maggio, 2019

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