Viterbo – (s.s.) – “Il 25 maggio del 2002 ero in campo. Domenica sera mi hanno fatto notare che sono passati 17 anni e mi ha preso un colpo”.
A ricordare la storica finale vinta contro l’Udine è Maria Chiara Scaramuccia: una vita nel basket femminile viterbese, prima sul campo e oggi in panchina alla guida delle Ants assieme allo storico coach Carlo Scaramuccia (già allenatore nel 2002).
Due giorni fa le viterbesi hanno vissuto un’altra serata magica, non ai livelli della promozione in massima serie ma comunque da ricordare per via del risultato ottenuto dopo una stagione fantastica.
Al PalaMalè le gialloblù hanno perso per un punto contro l’Ancona ma poco importa: il successo esterno dell’andata (al PalaPrometeo è finita 42-61), sommato al 56-57 nel ritorno ha certificato la vittoria dei playoff per miglior somma di punti e il conseguente salto in serie A2. Dopo soli due anni di B.
Un successo costruito partita dopo partita e non senza difficoltà, specialmente nella semifinale regionale contro il Santa Marinella in cui la sconfitta in gara 1 ha costretto la squadra della Tuscia alla rincorsa, trovando la vittoria nel match successivo e prolungando la serie al terzo incontro.
Prima la vittoria contro il Latina all’esordio. Dopo la sconfitta ininfluente contro il San Raffaele e il successo contro le siciliane del Patti che ha spianato la strada alla finalissima. Un doppio confronto vinto con 80 minuti di ottimo basket.
“Abbiamo fatto un bel campionato – prosegue Maria Chiara Scaramuccia -. Al di là della vittoria la cosa più bella è stata la cornice di pubblico del palazzetto: tantissima gente e altrettanto calore. Viterbo è una città particolare ma quando c’è bisogno c’è sempre. Il mio sogno è quello di trovare il PalaMalè sempre pieno ogni domenica e speriamo che col salto di categoria l’interesse continui a crescere”.
Ora sotto con la programmazione della serie A2. Un impegno più dispendioso sia per l’aspetto amministrativo che per quello logistico, dal momento che da regionale il campionato diventa nazionale con trasferte logicamente molto più lontane.
“Dovremo andare a Campobasso, La Spezia e in casa delle tre sarde – conclude Maria Chiara Scaramuccia –, solo per fare alcuni esempi. Ci siamo presi venti giorni di tempo per valutare le spese e trovare il modo di sostenerle. La soluzione è la solita: trovare sponsor viterbesi, anche piccoli, disposti a sostenerci. Ci proveremo e speriamo di riuscirci”.
Samuele Sansonetti
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