Viterbo – Viterbo in prima linea nella promozione della cultura del rispetto della diversità. E adesso anche il Comune si impegna a creare sul territorio una casa-rifugio per le adolescenti.
Una bella prova di unità di intenti si è avuta ieri nell’aula di corte d’assise del palazzo di giustizia, gremita di studenti per la sessione mattutina della giornata di lavori del convegno “Educare e progettare ‘alla civiltà’: la tutela delle donne”, promosso da tribunale, camera civile e Sportello Donna della Lega Consumatori di Viterbo.
Al termine sono stati premiati tre elaborati tra quelli degli studenti che hanno partecipato al concorso “Una donna speciale della tua vita”. Sul “podio” la classe IV AG dell’Orioli, Rachele Capocera dell’Orioli e Valeria Vacca del Ruffini.
“A Viterbo la mancanza di una casa-rifugio per le adolescenti è un’emergenza che ci impegniamo a colmare”, ha detto il sindaco Giovanni Arena, che in apertura di giornata ha ricordato come il Comune di Viterbo abbia approvato in giunta la “Carta dei diritti della bambina” promossa dalla Fidapa, con l’assessore ai servizi sociali Antonella Sberna che lavora a un tavolo permanente.
“Abbiamo in programma di individuare dei locali da destinare alla creazione di una casa-rifugio. L’idea è quella di destinare allo scopo dei locali che siano idonei, individuandoli tra quelli che sono già nella disponibilità della pubblica amministrazione, anche per stringere i tempi”, ha spiegato Arena.
Tra gli interventi quello del sostituto procuratorePaola Conti, pubblico ministero da 27 anni, facente parte del gruppo di magistrati della procura della repubblica di Viterbo che si occupa di reati connessi alla violenza di genere.
“I magistrati – ha detto, rivolgendosi ai ragazzi – purtroppo intervengono quando qualcosa di brutto è successo, violenza sessuale, maltrattamento in famiglia, atti persecutori. Spesso alla base, per la donna, c’è il fatto di non essere indipendente economicamente. Ma da questa spirale di violenza si può uscire, si deve denunciare”.
“A chi ci si deve rivolgerere? Alle forze dell’ordine, alla Asl, alla magistratura, ai servizi sociali, c’è un sistema a 360 gradi. E un numero sempre attivo, il 1522. Si può anche andare in procura, rivolgersi alla polizia giudiziaria. E poi c’è un ruolo fondamentale che è quello degli insegnanti”, ha proseguito il pm Conti.
“Non si devono temere le conseguenze. Si può chiedere un ammonimento al questore. Ci sono tante vie di uscita, misure cautelari come il divieto di avvicinamento, l’allontanamento”, ha sottolineato il sostituto Conti, incoraggiando chi è vittima di reati a parlare e chiedere aiuto.
In aula è stato proiettato un filmato toccante “Mi chiamo Valentina e credo nell’amore”, per ricordare che anche dopo una fase buia la luce in fondo al tunnel arriva sempre. Ed è stato ricordato il progetto “Non aver paura” della Asl che, grazie a una linea telefonica dedicata (3340522417) operativa tutti i giorni con personale qualificato della Asl, consente di attivare una rete dei servizi e prendersi in carico della donna, tenendo conto dei suoi bisogni.
Per la Fidapa ha parlato Carla Pepponi, da 22 anni nella federazione e nella commissione della “Carta diritti bambina”. “Obiettivo – ha detto – è l’affermazione dei diritti della donna fin dalla nascita, contro ogni discriminazione. Hanno aderito 7 Regioni e molte province. Grazie ad Arena che, tramite la sua giunta, ha iniziato il percorso con il Comune di Viterbo”.
Protagonista una folta rappresentanza di alunni degli istituti “Buratti”, “Ruffini” e “Orioli” di Viterbo, del “Midossi” di Vignanello e del “Besta” di Orte.
Tra loro i tre vincitori dell’edizione 2019 del premio “Una donna speciale della tua vita” -promosso dalla camera civile “Pesaresi”, presieduta dall’avvocato Rosita Ponticiello – cui sono stati assegnati dei buoni da spendere in libri.
Prima classificata, Valeria Vacca, con l’opera “Donne”, della classe 3B del liceo scientifico Ruffini (professoressa Rosa Moschini). Seconda classificata, Rachele Capocera, con “Il futuro negli occhi”, della classe 3 Scenografia dell’Orioli (professoressa Cinzia Pace). Terza classificata, un’intera classe: la IV AG dell’Orioli, con l’opera “Stop alla violenza, esci dal silenzio” (professoresseAngela Pizzuto e Carmen Pizzuto).
“Un grande messaggio di positività”, ha detto la presidente del tribunale Maria Rosaria Covelli, salutando gli studenti.
Silvana Cortignani
Articoli: Diversità, la cultura del rispetto parte dagli studenti – “Educare ed informare alla civiltà: la tutela delle donne”
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