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Sicurezza in città - Intervista al sindaco Giovanni Arena dopo lo stupro nel pub di Casapound e l'omicidio del commerciante Norveo Fedeli: "Viterbo non è il Bronx ma serve più sicurezza, anche i cittadini facciano la propria parte"

“Polizia locale in piazza del Comune, più telecamere e un centro di aggregazione a Sallupara”

di Raffaele Strocchia
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Viterbo - Giovanni Arena in via San Luca il giorno dell'omicidio di Norveo Fedeli

Viterbo – Giovanni Arena in via San Luca il giorno dell’omicidio di Norveo Fedeli

Omicidio in via San Luca -Michael Aaron Pang e Norveo Fedeli

Omicidio in via San Luca – Michael Aaron Pang e Norveo Fedeli

Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Viterbo – Intervista al sindaco Giovanni Arena dopo lo stupro di una donna nel pub di Casapound, l’Old Manners Tavern di piazza Sallupara, e l’omicidio di Norveo Fedeli, il commerciante ucciso nel suo negozio di via San Luca. Entrambi nel quartiere San Faustino, nel cuore del centro storico. “Sono stati episodi brutali, efferati e tragici. Ce li ricorderemo a lungo – dice il primo cittadino -. Ma mi auguro che per almeno altri cinquant’anni non ci siano più crimini del genere in città”.

C’è un problema sicurezza a Viterbo?
“Le criticità non mancano, ed è inutile negarlo. Ma il capoluogo, facendo una media di ciò che è avvenuto negli ultimi anni, è una delle città più tranquille d’Italia. Non è il Bronx, e affermare il contrario è eccessivo. Sicuramente serve maggior sicurezza. Negli ultimi giorni la presenza delle forze dell’ordine in piazza e in strada è aumentata, e se questi interventi diventassero strutturali non mi dispiacerebbe. Come amministrazione faremo di tutto per incrementare la figura del vigile di quartiere, partendo da una postazione fissa della polizia locale in piazza del Comune. Sarà un bel segnale di tranquillità per tutti, ma ritengo fondamentale anche la partecipazione dei cittadini, che devono essere gli occhi e le orecchie della città. Se tutti noi segnalassimo alle forze dell’ordine qualsiasi situazione anomala, potremmo fare un grandissimo lavoro di vigilanza”.

Quali sono le zone più problematiche di Viterbo?
“Le conosciamo tutti: quella che dal Sacrario sale per via Cairoli e arriva alla Trinità e il quartiere San Faustino. È lì che c’è la più alta concentrazione del degrado sociale della città, che va dalla prostituzione allo spaccio di droga. Lì un incremento delle forze dell’ordine, che già fanno un lavoro egregio e riescono sempre a intervenire e a individuare i delinquenti in breve tempo, è necessario”.

Ha detto che tutti conoscono quali sono le zone più problematiche di Viterbo. Perché allora, a livello d’amministrazione, sembra che nessuno sia mai intervenuto?
“Ottenere il paradiso e avere una società senza violenza è difficilissimo. Ma il capoluogo, tutto sommato, è una città tranquilla. Ovviamente si può fare e si deve fare ancora molto. Il comune deve cercare di rendere Viterbo più illuminata, e in cantiere ci sono una serie di iniziative che proveremo a mettere in atto per aumentare la sicurezza. Dalla postazione fissa della polizia locale in piazza del Plebiscito, con gli agenti che avranno a disposizione anche delle biciclette elettriche affinché possano ampliare il proprio raggio di controllo e di azione, alle telecamere, anche se la città sotto questo profilo è già ben monitorata. Ma la prevenzione non è mai troppa”.

Ha affermato che auspica una presenza strutturale delle forze dell’ordine sul territorio. Secondo lei, cosa si può fare?
“Servono più uomini e mezzi, come negli ultimi giorni: è evidente che i controlli siano aumentati. Ma il mio non può essere che un invito, perché in merito non ho alcuna competenza. Come amministratore posso assicurare che i soldi non mancano. Abbiamo già investito centinaia di migliaia di euro per incrementare il numero della videosorveglianza e sto cercando di far diventare le ex scuderie di piazza Sallupara un importante centro di aggregazione. Ma dobbiamo far rinascere dal punto di vista culturale tutta la zona di piazza San Faustino, affinché diventi un bell’esempio di riqualificazione e di rigenerazione urbana. È l’abbandono a favorire la delinquenza e io sto lavorando affinché il centro storico venga vissuto durante tutta la settimana. Se la mentalità dei cittadini non cambia la repressione, oltre a essere momentanea, diventa un semplice palliativo”.

Per il senatore della Lega Umberto Fusco è “necessario che venga promosso il servizio di ronda di quartiere, effettuato dalle forze dell’ordine e, se necessario, dalle forze armate”. Cosa ne pensa?
“La divisa è certamente sinonimo di sicurezza tangibile. Lo ripeto: spero in una maggior presenza delle forze dell’ordine, soprattutto nelle zone di degrado e covo di persone al margine della legalità. Ma non parlerei di ronde, piuttosto di figure che possano collaborare con i cittadini per prevenire e quindi evitare la commissione di reati. Il vigile di quartiere, ad esempio, è già stato molto apprezzato, perché punto di riferimento per anziani e donne sole che così hanno una possibilità di comunicazione immediata con le forze dell’ordine”.

Lunedì sera migliaia di persone sono scese in piazza per opporsi alla violenza. È stato un segnale importante, come lo spiega?
“È stata una grande manifestazione, composta e silenziosa. Una manifestazione di comunità, fratellanza e testimonianza. I cittadini hanno dimostrato di essere estremamente attaccati alla città. Viterbo ha alzato la testa e ha detto, seppur silenziosamente, di non aver paura”.

Raffaele Strocchia


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13 maggio, 2019

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