Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Da cinque anni, anche quest’anno l’8 giugno Auser Viterbo commemora l’eccidio.
Deporremo un cuscino di fiori alla “donna rimasta sconosciuta” citata sulla lapide di travertino incastonata nel masso di peperino posto ai piedi delle mura di Viterbo, a piazzale Gramsci.
Una donna uccisa insieme a due inermi cittadini l’8 giugno del 1944 dai tedeschi in fuga dalla città che sarebbe stata “liberata” la mattina seguente dalle truppe alleate. La lapide ricorda che “Qui l’8 giugno 1944 colpiti dalla rappresaglia tedesca cadevano una donna rimasta sconosciuta, Pollastrelli Giacomo, Telli Oreste, vittime d’inumana ferocia, custodi di patria libertà”
Noi dell’Auser siamo convinti che essere compiutamente cittadini richieda conoscenza del passato, imponga a tutti uno sforzo di trasmissione della memoria storica e quotidiana dagli anziani ai giovani. Per questo motivo, dal 2016 organizziamo un concorso letterario e grafico rivolto a studenti delle superiori e alle donne migranti: chiediamo di rappresentare tragedie dimenticate che siano monito di tragedie attuali, opere che servano a rendere vigili le coscienze contro i pericoli evidenti ed operanti, dentro la nostra società, di un ritorno di passate barbarie.
La civiltà non è una concessione dall’alto, è una conquista duramente ottenuta. La memoria e la conoscenza del passato sono antidoti necessari per contrastare odierni demagoghi che sulla ignoranza e sull’oblio della nostra storia intendono portare indietro la società mettendo in discussione i valori su cui basiamo la nostra civiltà: tolleranza, rispetto per il diverso, attenzione per più deboli e fragili. Questo il senso della nostra iniziativa.
Raimondo Raimondi
Auser Viterbo
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