Viterbo – (g.f.) – Si apre una buca vicino piazza Dante, ma dopo un mese è ancora lì. Area transennata e nessun segnale dal comune per risolvere la situazione.
Chi vive e lavora in zona si lamenta. Invano. Fin qui niente di nuovo. Ordinaria amministrazione (comunale).
Senonché, stavolta chi si lamenta non è un cittadino qualsiasi. O almeno, lo è ma ha un parente illustre. Nientemeno che il sindaco Giovanni Arena.
La sorella Lucia ha una legatoria e da quelle parti quattro sampietrini sono stati “risucchiati” nel sottosuolo. Cadendo si è aperto un buco sulla strada, che nel tempo è peggiorato. I sampietrini precipitati da quattro sono diventati sei.
Anche Lucia Arena, come tutti e forse più di tutti, avrà confidato nell’intervento dell’amministrazione, una squadra di volenterosi operai dai Lavori pubblici pronti a riparare immantinente il danno.
Invece, anche lei ha dovuto fare i conti con tempi amministrativi non proprio celeri. E pure a lei non è rimasto altro che sfogarsi via social, raccontando una storia: “La storia di quattro sampietrini – scrive Lucia Maria Arena – una ventina di giorni prima della fine della scuola cade nel vuoto un sampietrino.
Qualche giorno dopo arrivano due vigili urbani e operai mettono in sicurezza e il buco che diventa di sei sampietrini”.
La situazione peggiora: “Non vi dico che caos ancora con le scuole aperte e gli scooter, motorini e macchinette che parcheggiavano al loro solito e puntualmente bloccavano il traffico. Finite le scuole, passano altri giorni e arriva una squadra di tre operai, guardano attentamente la buca, nella quale si intravvede un tubo di scarico (tubo che aveva un foro e si vedeva bene).
Dal loro mezzo prendono un secchio di sabbia e la scaricano nella buca, commentando che non bastava per chiudere e che sarebbero dovuti tornare”.
Poi il nulla. “A oggi l’unico cambiamento è che si comincia a usare come cesto della carta”. Pare che anche quelli scarseggino in città, quindi ci si arrangia come si può.
Qualcuno ha un suggerimento per Lucia Arena: “Ma diglielo a tuo fratello…”. Isabella Speranza glielo scrive in un post. Lucia Arena risponde: “Dovrebbe avere il dono dell’onnipresenza”.
Il primo cittadino si è visto che non ce l’ha. In compenso ha una sorella pronta a segnalare quello che non funziona.
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