Viterbo – Qualcuno, di notte, è entrato al polo termale del Paliano e ha chiuso i rubinetti. Letteralmente. E adesso, su chi abbia manomesso, forse a sfregio, la pompa dell’acqua, indagano i carabinieri.
Il direttore di miniera Giuseppe Pagano ha sporto denuncia giovedì mattina. “Era andato a fare la solita verifica della portata dell’acqua”, spiega Fabio Belli, della società Free Time. “In genere ne facciamo due al giorno, la prima in tarda mattinata, verso le 12. Solo per caso è stata anticipata alle 8, quindi Pagano se n’è accorto per fortuna presto: veniva molta meno acqua del solito”. Il limite è 15 litri al secondo, in base alla concessione mineraria regionale alla Free Time.
Qualcuno, spiega Belli, “ha forzato la testa del pozzo, manomettendo la valvola che è come un grande rubinetto che consente all’acqua di uscire. È stata subito riaperta. Il rischio era che si potesse danneggiare: per fortuna non è successo”.
Una copia della denuncia è stata inviata alla Regione Lazio e al geologo Giancarlo Bruti, nominato custode nell’ambito della chiusura delle Masse di San Sisto, l’altro impianto termale che dista pochi metri dal Paliano, con cui è aperto un contenzioso decennale e che dovrà chiudere, come annunciato sul bollettino ufficiale della Regione Lazio. “Fortunatamente danni non ne abbiamo avuti – continua Belli – il rischio era che la valvola si potesse danneggiare. Il fatto certo, però, è che qualcuno è entrato nella nostra proprietà. Ci siamo già organizzati con un servizio di vigilanza notturna, per fare in modo che non succeda più”.
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