Viterbo – Estate 2019, “buono il quadro complessivo delle acque tranne qualche criticità”.
La qualità delle acque nel viterbese, sia sul litorale che nei laghi, è buona. A specificarlo è l’ultimo monitoraggio annuale dell’Arpa aggiornato ad aprile 2019. C’è però qualche eccezione.
“Il quadro complessivo dei risultati mostra una situazione delle acque di balneazione complessivamente molto buona – si legge nel rapporto dell’agenzia regionale per l’ambiente – rispetto al 2017 è leggermente diminuita la percentuale di campioni routinari non conformi, diminuzione ancora più marcata per quanto riguarda i campioni suppletivi a dimostrazione del fatto che la maggior parte degli eventi di inquinamento sono risultati essere di breve durata (valori rientrati nei limiti dopo 72 ore dal campionamento routinario)”.
E ancora: “In linea generale si può affermare che dal punto di vista microbiologico lo stato di qualità delle aree di balneazione per la stagione 2018 non ha mostrato criticità eccetto alcuni superamenti riconducibili principalmente a eventi di inquinamento di breve durata”.
Dei vari punti di campionamento, a Tarquinia non ha superato l’esame la foce del Marta.
Per quanto riguarda la foce del fiume Marta è stato infatti riscontrato un valore alto per la presenza del batterio Escherichia coli. Nel rapporto si legge che “l’evento ha interessato un tratto di costa relativamente ristretto e per un tempo breve nel mese di giugno”. E ancora: “Nei 10 gg precedenti risultano precipitazioni molto modeste, escluso il giorno del prelievo durante il quale sono stati registrati fenomeni temporaleschi. Questo evento è collegabile all’evento di inquinamento che ha interessato la zona dalle Saline a 700 metri sinistra del fiume Mignone poiché le aree sono geograficamente vicine e comprese tra due fiumi Marta e Mignone che possono aver aumentato i loro apporti in conseguenza di abbondanti precipitazioni”.
Per i laghi particolare attenzione per quello di Vico. “Relativamente alla proliferazione di cianobatteri potenzialmente tossici, il lago di Vico ha confermato la necessità di svolgere un attento monitoraggio – si legge nel rapporto – poiché durante la stagione balneare presenta spesso concentrazioni di cianobatteri superiori al limite, fortunatamente senza produzione di tossine”.
Per il resto nessun altro tratto è risultato non idoneo alla balneazione.
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