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Vetralla - I sindacati Cgil, Cisl e Uil intervengono sulla vicenda che vede il licenziamento di 57 lavoratori

“Farnese pneumatici, ecco come si chiude una triste storia…”

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Farnese pneumatici

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Viterbo - Elvira Fatiganti (Uil), Aldo Pascucci (Cisl), Donatella Ayala (Cgil)

Viterbo – Elvira Fatiganti (Uil), Aldo Pascucci (Cisl), Donatella Ayala (Cgil)

Farnese pneumatici

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Farnese pneumatici

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Vetralla – “Una triste storia che si chiude”. Ecco come Cgil, Cisl e Uil definiscono il licenziamento di 57 dipendenti della Farnese pneumatici che tuttavia, grazie al lavoro fatto in queste ultime settimane dai segretari territoriali delle organizzazioni sindacali, rispettivamente Donatella Ayala, Aldo Pascucci ed Elvira Fatiganti, hanno ottenuto almeno un anno di cassa integrazione.

La decisione è stata presa il 21 giugno durante l’incontro tra Farnese e sindacati al tavolo convocato dal ministero del lavoro per trattare la crisi dell’azienda che ha sede a Vetralla.

“L’accordo – hanno detto Ayala, Pascucci e Fatiganti – è stato costruito da tutti i presenti al ministero. Ognuno ha fatto la sua parte. E’ stato un accordo sudato da cui è venuta fuori una cassa integrazione di 12 mesi per 57 lavoratori. Cinquantasei a Vetralla e uno in Emilia Romagna dove è stato fatto un accordo direttamente con la regione. L’obiettivo era quello di costruire un accordo che permettesse ai lavoratori di scegliere. Alcuni di loro hanno infatti aderito alla proposta avanzata dalla Farnese pneumatici di procedere con un incentivo all’esodo. Un incentivo che si dovrebbe aggirare attorno ai 5 mila euro lordi. Grazie all’accordo raggiunto al ministero, i lavoratori hanno adesso la possibilità di accettare la proposta dell’azienda oppure di mettersi in cassa integrazione”.

“La società – proseguono i responsabili di Cgil, Cisl e Uil – comunque chiuderà, e questo è un dato di fatto. Perché il concordato presentato precedentemente sarà trasformato in concordato liquidatorio. Per un periodo alcuni dipendenti, scelti in base alle esigenze tecniche della società, rimarranno sul posto di lavoro fino alla fine. Per fare inventari, amministrare e portare la società verso la chiusura definitiva. Abbiamo raggiunto anche un accordo a latere sempre con la Farnese su come gestire la cassa integrazione. Sarà infatti una cassa a rotazione a zero ore”.

“E’ stato un percorso duro – concludono Ayala, Pascucci e Fatiganti -. Un bagno di lacrime, perché ci sono 57 persone che usciranno dal mondo del lavoro, chi prima, chi dopo la cassa integrazione. La soddisfazione è solo per l’accordo raggiunto al ministero del lavoro. Restano comunque malessere e preoccupazione. Una triste storia che si chiude. Come tante che in questo periodo stanno caratterizzando la Tuscia. Non ci dimentichiamo infatti il Mercatone Uno. Anche in tal caso è prevista una cassa integrazione di 6 mesi per 43 lavoratori. Uno scenario, quello della provincia di Viterbo, che sta diventando letteralmente devastante”.

Daniele Camilli


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25 giugno, 2019

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