Viterbo – “Al territorio servono infrastrutture. Sono urgenti per garantire una fondamentale boccata d’ossigeno all’occupazione. Decisiva per la Tuscia, colpita in questi mesi da decine di licenziamenti”. Ad alzare la voce è il sindacato dei lavoratori Uil che ieri, nella sede di Corso Italia 68, ha convocato la consulta delle categorie di Viterbo e Civitavecchia. Presente anche il segretario del Lazio Alberto Civica e tutta quanta la segreteria regionale.
“Va ultimata assolutamente la trasversale. Bisogna arrivare a Civitavecchia entro i tempi previsti – ha detto Giancarlo Turchetti della Uil Viterbo -. E nei prossimi appalti va garantita la presenza di aziende e lavoratori della provincia di Viterbo. Sempre nell’ottica di intervenire sulle infrastrutture, va messa mano alle ferrovie che portano a Roma. Quelle che arrivano al Flaminio e alla stazione Ostiense. In tal caso servono tempi di percorrenza più rapidi e una migliore qualità di vita per studenti e lavoratori”.
Attenzione anche alle due centrali a turbogas che Enel dovrebbe realizzare a Civitavecchia. “Chiediamo – prosegue Turchetti – che Enel ascolti prima cittadini e lavoratori per capire cosa è meglio fare per il territorio. Sia interministeriale di occupazione che rispetto all’impatto ambientale che avrà l’opera”.
La consulta si è poi conclusa con l’analisi del voto alle elezioni europee e la regionalizzazione dell’organizzazione sindacale.
“Per quanto riguarda la prima – è intervenuto Civica – la situazione è sotto gli occhi di tutti. Le istanze del sindacato, soprattutto per quanto riguarda il nuovo codice degli appalti, non sono state prese in considerazione dal governo Lega-Movimento 5 stelle. La nostra risposta è chiara. Iniziamo con lo sciopero dei metalmeccanici a Napoli e a Firenze”.
Procede invece la messa in opera della regionalizzazione sindacali. “Abbiamo fatto questa scelta – ha concluso Civica -, condivisa negli ultimi congressi, per liberare tempo ai segretari del territorio. L’obiettivo è uno. Tornare tra i cittadini e i lavoratori. Tornare a fare politica sindacale. A partire dai bisogni delle persone”.
Daniele Camilli
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