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Cina - Vincono i manifestanti, in massa in piazza nei giorni scorsi a protestare

Hong Kong, stop alla legge sull’estradizione

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Proteste a Hong Kong contro la legge sull'estradizione, la folla in piazza

Proteste a Hong Kong contro la legge sull’estradizione, la folla in piazza

Hong Kong –  Alla fine ha vinto la piazza. La governatrice di Hong Kong Carrie Lam ha reso nota la sospensione a data da destinarsi della legge sull’estradizione che aveva fatto scendere in strada a protestare centinaia di migliaia di persone. 

A scatenare la mobilitazione, andata avanti a oltranza per una settimana, l’emendamento che avrebbe previsto di consegnare alla Cina continentale, a Macao e a Taiwan gli accusati di reati gravi, come stupro e omicidio. Una norma che, per i manifestanti, è un tentativo di imbrigliare il sistema legale semi indipendente dell’ex colonia britannica. Oltre che una riforma funzionale all’illiberale governo di Pechino per minacciare dissidenti e oppositori politici scappati nella città-isola autonoma. 

La leader di Hong Kong ha annunciato lo stop alla legge sine die in conferenza stampa. Domani era prevista una nuova manifestazione: il governo ha probabilmente deciso di prevenire altre violenze, dopo gli 81 feriti negli scontri con la polizia. La folla è stata respinta con proiettili di gomma e idranti. La sospensione, come detto da Lam alla stampa, è motivata proprio dalla necessità di evitare altri spargimenti di sangue. Anche se per alcuni media internazionali, come il Guardian, la mossa serve solo a prendere tempo: della legge si potrebbe tornare a discutere nei prossimi mesi. 

Quelle dei giorni scorsi sarebbero le manifestazioni più imponenti a Hong Kong dal ’97, quando la città-isola passò dal controllo del Regno Unito a quello della Repubblica popolare cinese.  


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15 giugno, 2019

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