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Scuola - Gli studenti di Viterbo alle prese con la prima prova scritta - Le tracce su Sciascia e Dalla Chiesa spopolano in tutti gli istituti

Maturità, antimafia e patrimonio culturale i temi più gettonati

di Alessandro Castellani
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Viterbo - Maturità 2019 - Studenti del liceo Buratti

Viterbo – Maturità 2019 – Studenti del liceo Buratti

Viterbo - Maturità 2019 - Studenti del liceo Ruffini

Viterbo – Maturità 2019 – Studenti del liceo Ruffini

Viterbo - Maturità 2019 - Studenti del Paolo Savi

Viterbo – Maturità 2019 – Studenti del Paolo Savi

Viterbo – La lotta alla mafia e il patrimonio artistico e culturale italiano. Sono questi i temi più scelti dagli studenti viterbesi impegnati nella prima prova scritta dell’esame di maturità 2019.


Gallery: Maturità 2019, la prima prova scritta


A seconda dei percorsi di studio e della diversa preparazione specifica, le preferenze si spostano sull’una o l’altra traccia, ma l’argomento della lotta alla mafia, toccato sia nel tema d’attualità su Carlo Alberto Dalla Chiesa che nell’analisi letteraria su Leonardo Sciascia, riscuote successo ovunque.

“Le recenti vicende di mafia a Viterbo mi hanno segnato molto – spiega Luca del liceo scientifico Ruffini -. Ho approfondito anche a livello personale la conoscenza sul fenomeno e ho trattato il tema di Sciascia perché mi sentivo preparato e perché credo che la lotta alla mafia sia un valore”.

Ilaria, Martina e Klaudja, compagne di classe al Paolo Savi, hanno scelto di partire dal generale Dalla Chiesa “perché con la professoressa in questi anni abbiamo lavorato molto sulla mafia. Ci aspettavamo qualcosa collegato alle stragi di Cosa nostra”.

Il loro compagno Mattias, invece, ha spostato il confronto fra giustizia e omertà all’epoca del nazismo. “Negli anni ’30 nessuno intervenne per fermare Hitler quando si era ancora in tempo – spiega – e quello, secondo me, fu un caso tipico delle conseguenze gravi che provoca l’omertà”.

Il patrimonio culturale e artistico italiano, saggio breve su Istruzioni per l’uso del futuro di Tomaso Montanari, è stato l’approdo molti studenti che volevano dare sfogo alla loro creatività. Asia, Annamaria, Guglielmo Pietro e Alessia del linguistico Buratti parlano all’unisono: “Il tema artistico è quello che apriva più campi di ragionamento e ci permetteva di esprimere meglio le nostre opinioni”.

Per Alessia del Paolo Savi, invece, Montanari era una scelta obbligata: “Faccio l’indirizzo turistico – sorride – non potevo chiedere di meglio”.

Tema letterario dominante al liceo classico. Maria Eden è un’altra che ha puntato su Sciascia e sulla mafia, anche se per esclusione: “Ero partita dall’inizio con l’idea di fare l’analisi del testo letterario – dice – e ho scelto Sciascia perché quella su Ungaretti era troppo difficile da sviluppare”.

I tecnici del Paolo Savi e del liceo scientifico Ruffini hanno dimostrato di gradire anche il saggio breve sulla traccia di Sloman e Fernbach, L’illusione della conoscenza, non a caso il tema più scientifico tra quelli a disposizione. 

Le tracce del 2019 aprivano le porte agli appassionati di sport, col tema su Gino Bartali. Ma trattare la figura del grande Ginettaccio, inserita nel contesto storico e sociale in cui si sviluppò la sua carriera, richiedeva conoscenze extra-scolastiche che molti non possedevano. Anche se Giulia del Paolo Savi, da appassionata di ciclismo, non poteva farsi sfuggire l’occasione: “Ho sempre amato le storie che mischiano lo sport e la società, questo era il mio tema”.


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19 giugno, 2019

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