Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo una nota di Pier Luca Balletti della Antiche terme romane srl, contenente una serie di affermazioni tutte da verificare di cui la società si assume tutte le responsabilità, che pubblichiamo per dovere di cronaca – Finalmente si è riusciti a capire dove finisce l’acqua termale pompata in maniera forsennata dalla Free Time.
Come c’era da aspettarsi, la preziosa risorsa, tanto celebrata da tutti e riconosciuta unanimemente come l’oro di Viterbo, viene banalmente sperperata, facendola confluire nei canali della Superstrada, con grave danno alle condutture esistenti, ostruite dalle consistenti incrostazioni calcaree.
Ma per quale motivo la Free Time sta pompando questa elevatissima quantità di acqua termale per poi disperderla nel nulla? Considerato che le piscine realizzate sul terreno di proprietà sono abusive – e quindi nessuno può utilizzarle per farci il bagno (anche se il recente intervento dei carabinieri ha rilevato la presenza di bagnanti abusivi!) – e che, comunque, la quantità di acqua pompata è esagerata rispetto alla portata delle stesse vasche, l’unica spiegazione logica è che l’intento, neanche troppo velato, della Free Time sia quello di prosciugare la fonte delle Masse per togliere l’acqua alle migliaia di utenti che le frequentano.
Naturalmente, la società di Belli vorrebbe trincerarsi dietro alla titolarità di una concessione mineraria che le consentirebbe, a suo dire, di usare un bene di tutti, secondo il proprio arbitrio, pompando fino a 15 litri al secondo (e oltre), anche solo per capriccio e senza alcun controllo.
Ma le cose non stanno proprio in questi termini. Infatti, la concessione mineraria rilasciata dalla regione (tuttora sub iudice in quanto impugnata dalla Antiche terme romane) sulla base di un programma di gestione delle acque termali che la stessa regione volutamente ed illegittimamente non ha sottoposto a valutazione ambientale strategica (anch’esso sub iudice), dovrebbe essere destinata al funzionamento di uno stabilimento termale che dovrebbe dar lavoro, a detta degli interessati, a ben 400 dipendenti.
Ma di questo stabilimento, il cui progetto costituisce parte integrante della concessione, non c’è ancora traccia, né tanto meno della sua approvazione edilizia. Pertanto vi è un evidente abuso commesso in danno della risorsa termale (bene della comunità) che, di per sé, sarebbe già motivo per l’emissione di un provvedimento sanzionatorio da parte della polizia mineraria regionale.
Se consideriamo poi che, come più volte sostenuto e senza timore di smentita, le piscine realizzate sono abusive e neanche suscettibili di sanatoria, allora la vicenda si fa ancora più oscura e inspiegabile. O, forse, la spiegazione esiste ed è fin troppo scontata.
Ma non è tutto. Dai programmi di coltivazione che obbligatoriamente la società concessionaria deve produrre annualmente alla regione, si evince che sin dal 2016 la Free Time si è impegnata ad installare “una sonda multiparametrica con modem gsm allo scopo di monitorare in continuo la portata, la conducibilità elettrica, la temperatura e il ph”. Ma la sonda non è stata installata affatto, visto che lo stesso impegno è stato riportato, in termini identici, sui programmi di tutti gli anni successivi fino al 2019.
La presenza di tale strumento è di fondamentale importanza, considerato che, dagli stessi documenti ufficiali della Free Time, in passato la società ha superato molto spesso il limite di portata della concessione, senza alcuna autorizzazione e senza neanche una preventiva comunicazione all’organo di controllo regionale.
E’ evidente che, mancando la possibilità di controllarne l’uso, la gestione del bene di tutti è facilmente rimessa alla volontà ed ai capricci di chi non si preoccupa affatto della sua valorizzazione e neanche del suo spreco.
Ultima considerazione. Sono ormai 14 anni che la Free Time ha la disponibilità della concessione senza aver attivato nessuna attività, almeno lecita, per l’uso dell’acqua termale. In casi normali già si sarebbe assistito alla revoca delle autorizzazioni, magari in attesa di capire cosa accadrà al faraonico progetto che è stato determinante per il loro ottenimento. Ma, evidentemente, non ci troviamo in una situazione di normalità, ed è forse questo l’aspetto più inquietante.
Pier Luca Balletti
Antiche terme romane srl
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