Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Stato di diritto - Un'assurda vicenda che mette pesantemente in discussione la libertà di stampa tutelata dalla costituzione

E il prefetto Bruno impedisce ai giornalisti di fare foto in due manifestazioni di partito…

di Carlo Galeotti
Condividi la notizia:

Il prefetto Giovanni Bruno festeggia la vittoria di Giovanni Arena

Il prefetto Giovanni Bruno festeggia la vittoria di Giovanni Arena

Il prefetto Giovanni Bruno alla cena per festeggiare l'inaugurazione della sede della Lega - Nella foto di gruppo anche Alessandro Giulivi

Il prefetto Giovanni Bruno alla cena per festeggiare l’inaugurazione della sede della Lega – Nella foto di gruppo anche Alessandro Giulivi

Viterbo - Cena di partito col segretario Lega Salvini e il prefetto Giovanni Bruno

Viterbo – Cena di partito col segretario Lega Salvini e il prefetto Giovanni Bruno

Civita Castellana - Il prefetto Giovanni Bruno con Matteo Salvini

Civita Castellana – Il prefetto Giovanni Bruno con Matteo Salvini

Tarquinia - Festa dei dieci anni della Lega - Il prefetto Giovanni Bruno

Tarquinia – Festa dei dieci anni della Lega – Il prefetto Giovanni Bruno

Viterbo – “Cari prefetti, desidero rivolgere il mio saluto a voi e a quanti, ricoprendo pubbliche funzioni, festeggiano oggi il 73esimo anniversario della fondazione della repubblica. A tutti voi, consapevoli dell’onore e della responsabilità di rappresentarne le istituzioni, è affidata la testimonianza viva e praticata dei valori di libertà, democrazia e uguaglianza posti alla base della nostra costituzione”. Il presidente della repubblica Sergio Mattarella in un momento di diffuso analfabetismo istituzionale, con il suo messaggio ai prefetti d’Italia in occasione del 2 giugno, sembra centrare il problema che in questi giorni abbiamo sollevato rispetto a certi comportamenti.

“Ai prefetti è affidata la testimonianza viva e praticata dei valori di libertà, democrazia e uguaglianza posti alla base della nostra costituzione”, in buona sostanza manda a dire il presidente a tutti i funzionari dello stato.

Preoccupazione di un prefetto dovrebbe essere quindi, lo dice il presidente, di “testimoniare i valori di libertà”. Bene. La sottolineatura di Mattarella non è del tutto peregrina in questa fase politica. E va ricordato che tra le libertà fondamentali c’è la libertà di stampa.

Recita l’articolo 21 della costituzione italiana nella prima parte: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili”.

Insomma non solo Mattarella dice che i prefetti devono tutelare la libertà, ma la costituzione spiega che i prefetti non hanno nessun diritto di ostacolare la libera stampa. In verità nella costituzione la figura del prefetto non è neppure prevista. Non viene mai menzionata.

Se da un lato il lavoro che ogni giorno fanno i giornalisti ha rango costituzionale e tutela costituzionale, dei prefetti non c’è neppure l’ombra.

Nella Tuscia però è accaduto qualcosa di inquietante. Per almeno due volte il prefetto Giovanni Bruno ha intimato a nostri giornalisti di non fare foto. Inveendo e facendo delle sfuriate ai malcapitati.

La prima volta ci siamo limitati a registrare i fatti, come facciamo sempre. Mettendo via tutta la documentazione. Pensando che si trattasse di un fraintendimento da parte del prefetto. Di un momento, diciamo così, di distrazione istituzionale. A tutti può capitare di fare un errore. Anche grave come questo.

Ma la cosa si è ripetuta. Per una seconda volta. Il prefetto Bruno ha intimato a un altro nostro collaboratore di non fare foto.

Come già spiegato in passato, nessuno può impedire a nessuno, e tantomeno a un giornalista, di fare foto. L’unico problema che si può porre un giornalista, è se le foto fatte sono pubblicabili o meno. E ci fermiamo qui per non entrare troppo nel dettaglio.

Ebbene, il prefetto Bruno ha intimato di non fare foto in due occasioni pubbliche e per eventi a cui i nostri giornalisti erano stati espressamente invitati.

Si trattava della festa di partito per i dieci anni della Lega a Tarquinia e della cena elettorale, in piena campagna elettorale, del ministro della Pubblica istruzione Marco Bussetti a Montefiascone. Nel primo caso, prima dell’intervento del prefetto Bruno, erano state fatte alcune foto e ovviamente le abbiamo pubblicate. Nel secondo caso abbiamo potuto fotografare solo alcune fasi della manifestazione. Ma in entrambe le situazioni abbiamo registrato tutti i fatti, per poi capire cosa fosse successo.

A quel punto abbiamo tentato di capire il perché di questo stranissimo comportamento mai accaduto prima nella nostra provincia. E probabilmente in Italia.

Perché è a tutti chiaro che un prefetto non può limitare la libertà della stampa di documentare tutto ciò che accade, soprattutto se si tratta di fatti politici a cui addirittura i giornalisti sono stati esplicitamente invitati. E di carattere pubblico come può essere una festa di partito o una cena elettorale.

Ora domandiamo.

Può un prefetto impedire a un giornalista di fare il suo lavoro?

A quale titolo il prefetto ha partecipato alle due manifestazioni, e alle altre quattro che abbiamo più dettagliatamente descritto?

A quale titolo il prefetto ha intimato a dei giornalisti di non fare foto?

Siamo in attesa di una risposta.

Vede prefetto, a nostro parere, qui non è in gioco la semplice possibilità di documentare i fatti. In questo caso cene elettorali e feste di partito aperte ai giornalisti a cui lei ha partecipato.

In ballo non c’è solo il diritto, sacrosanto, della nostra testata di fare il proprio mestiere. Di registrare i fatti che accadono. In ballo c’è la libertà di stampa. Lo stato di diritto. Si tratta di capire, insomma, se i cittadini e i giornalisti in Italia sono sudditi o portatori di diritti. Cose fondamentali che distinguono una democrazia occidentale da altre forme più o meno dispotiche e totalitarie di governo.

Il presidente della repubblica ci spiega che siamo ancora in uno stato di diritto nel suo messaggio ai prefetti. Viterbo fa parte della repubblica italiana?

O, senza accorgercene, siamo passati da un regime liberale a un regime totalitario, magari solo nella Tuscia?

Per farla spiccia. Il prefetto se non vuole essere fotografato in cene e feste di partito, può fare una sola cosa: non andarci. Se ci va, non può impedire a nessuno di fargli le foto. La libertà di stampa è limitata dalle leggi, ma non dai prefetti.

E non è finita qui. Perché altro è accaduto.

Carlo Galeotti


Articoli: Complimenti ai nuovi cavalieri e complimenti alla prefettura… di Giuseppe Ferlicca – “Il caso del prefetto che ama le feste della Lega” su Repubblica – Quando il prefetto Giovanni Bruno festeggiava la vittoria di Arena… di Carlo Galeotti– Quando Salvini voleva “l’abolizione dei prefetti, simbolo di occupazione di uno stato ladro”  di Renzo Trappolini – E il prefetto Giovanni Bruno finisce sul Fatto Quotidiano – Astorre (Pd): “La presenza del prefetto alle cene elettorali non è sgradita a Salvini…” – Se il prefetto partecipa alle cene e feste di partito… di Carlo Galeotti 


Condividi la notizia:
3 giugno, 2019

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tag/renzo-trappolini/