Lampedusa – Raccolti, grazie al web, circa 300mila euro per pagare le spese legali della Sea Watch 3.
La raccolta fondi è stata aperta mercoledì da Franco Matteotti della pagina Facebook “Il razzismo non ci piace”. Nessuno si aspettava che in neanche 48 ore la “raccolta fondi per spese legali e sanzioni per Seawatch” – questo il nome esatto – diventasse così virale.
Tutto nasce dalla necessità di pagare le multe per essere entrati in acque territoriali italiane senza autorizzazioni. Ma la capitana Carola Rackete non pensava alle multe quando ha forzato il blocco navale e gli alt della guardia di finanza. Le multe potrebbero essere di 10mila euro fino a un massimo di 50mila euro.
Fabio Cavallo di “Rete nazionale antifascista”, pagina Facebook sostenitrice dell’iniziativa benefica, spiega cosa li ha portati a fare ciò: “Sono soldi di cui noi non vedremo un centesimo. Vengono gestiti direttamente dalla società di Mark Zuckerberg che li girerà alla ong. E se ne avanzeranno, serviranno per finanziare nuove missioni. Non abbiamo dietro Soros, non ci sono partiti. Il nostro è stato un gesto di umanità, non una scelta politica”.
La notizia è stata data dai principali organi d’informazione, compresa Repubblica. Si è trattato di un articolo molto dibattuto e commentato nella pagina social del quotidiano romano. Fra i tanti, c’è pure quello di Giancarlo Gabbianelli, ex sindaco di Viterbo.
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