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Politica - Fabio Valentini (Mori) sulla richiesta del presidente Bossola

“Talete, la situazione dei bilanci comunali non garantirà un finanziamento così oneroso”

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Viterbo - Consiglio provinciale - Fabio Valentini

Viterbo – Consiglio provinciale – Fabio Valentini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il presidente di Talete spa Bossola nel presentare ai sindaci soci il Bilancio 2018 ha dichiarato, che la società, per avere un futuro, deve essere ricapitalizzata dai Comuni con un finanziamento di 40 milioni di euro altrimenti i soldi li dovranno mettere i privati.

Tale affermazione desta notevoli preoccupazioni in merito al futuro dell’acqua pubblica nel nostro territorio, infatti, preso atto che la situazione della Talete è strutturalmente deficitaria non possiamo dimenticare che quanto oggi viene evidenziato dal presidente Bossola veniva già certificato nel 2014 dall’allora presidente Bonori.

Dopo aver commissionato ad una società esterna una “due diligence” sui conti della società, le cui risultanze già allora evidenziavano notevoli criticità strutturali e finanziarie, al tempo stesso, nel novembre 2014, Bonori presentò ai soci un progetto industriale per il risanamento e rilancio di Talete, chiamato “Parca” piano di azione per il rilancio competitivo aziendale”, necessario per garantire la prosecuzione della gestione dell’acqua pubblica, nel quale, erano previste azioni di efficientemento aziendale e un piano di ricapitalizzazione per 4,5 milioni di euro.

Il progetto Parca, ottenne l’approvazione da parte dei “Sindaci soci” senza il necessario finanziamento richiesto.

Ricordiamo, inoltre, che già nel 2014 la situazione della morosità era critica ma non drammatica come viene descritta oggi dal presidente Bossola, basti pensare che all’ora l’importo delle morosità era di 12 milioni di euro, per i quali furono intraprese azioni di recupero crediti con la spedizione di 33.000 raccomandate allo scopo di non perdere l’esigibilità del credito.

Malgrado tutto ciò l’allora presidente Bonori, fu messo nelle condizioni di dimettersi, in quanto l’operazione non era gradita da alcuni politici, i quali, nel marzo 2015 nominarono un nuovo cda che ha gestito Talete spa dal 2015 al 2019 consegnando al presidente Bossola un azienda da lui definita in “rianimazione”.

Tutto ciò ci lascia pensare che la richiesta del presidente Bossola di 40 milioni di euro per la ricapitalizzazione non otterrà il finanziamento dei “Sindaci soci” non per mancanza di “volontà politica”, ma perché la situazione dei finanziaria dei bilanci comunali non potrà mai garantire un finanziamento così oneroso, decretando così la fine della gestione pubblica dell’acqua nella nostra provincia.

Una società ormai in rianimazione i cui privati occorrerà supplicarli, certo, togliere Bonori e la sua cura è costato molto ai cittadini e qualcuno dovrà spiegarci il perché.

Fabio Valentini
Moderati e Riformisti


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29 giugno, 2019

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