Viterbo – Aerei quadrimotori, bombe, esplosioni e morte: l’aeroporto è devastato. Il 29 luglio 1943 una formazione di cinquantasei quadrimotori pesanti americani B 17 bombardò per la prima volta, durante la seconda guerra mondiale, l’aeroporto di Viterbo.
Il rumore degli aerei ruppe il silenzio di quella lunga e calda giornata estiva di 76 anni fa. Entrarono in azione sui cieli di Viterbo cinquantasei B 17 “flying fortress” (fortezze volanti) americani della North african strategic air force, in particolare del 97th bomb group e del 301st bomb group.
Poco dopo vennero sganciate le bombe. I tedeschi, che erano nell’aeroporto dal mese di giugno, vennero colti di sorpresa.
Intorno alle 14 una pioggia di 129 tonnellate di ordigni da trecento libbre devastò in pochi istanti hangar, aerei e varie strutture.
L’aeroporto Fabbri venne seriamente danneggiato ma non solo, vennero distrutti molti aeroplani tedeschi che erano posizionati negli hangar e sulle piste di atterraggio, in particolare Junkers 88 e Heinkel He 111.
Gli americani sganciarono gli ordigni da una quota di circa 22 mila piedi.
Morirono una cinquantina di militari tedeschi. Inoltre anche diversi civili tra i quali due uomini residenti a Montefiascone.
Da una relazione della missione dei bombardieri statunitensi di quel 29 luglio 1943 si aggiungono ulteriori particolari dell’azione.
“Almeno diciannove velivoli sono in fiamme – si legge nella relazione americana del bombardamento del 29 luglio 1943 – e minimo altri trentadue nelle vicinanze. Due incendi sono stati visti nell’angolo sud-ovest dell’aeroporto e un altro nei depositi di carburante o di munizioni vicino all’angolo sud. Numerose bombe hanno colpito varie installazioni. L’aeroporto è stato centrato da molte bombe”.
Gli americani tornarono il giorno seguente sopra l’aeroporto Fabbri per scattare fotografie dei danni.
“Dalle foto di ricognizione scattate il giorno seguente all’incursione – si legge nella relazione -, trentasei bombardieri medi e velivoli da trasporto erano completamente bruciati e altri sei di medi o grandi dimensioni erano gravemente danneggiati. Le foto mostravano inoltre altri danni aggiuntivi: quattro colpi hanno distrutto un hangar, danneggiato gravemente quello centrale mentre l’hangar orientale ha subito due colpi all’estremità orientale, distruggendo parte del tetto. Inoltre alcuni ricoveri per camion sono bruciati, due edifici probabilmente abitazioni per militari sono stati danneggiati dai colpi, mentre cinque piccole baracche sono andate a fuoco”.
I bombardieri americani durante quell’incursione non incontrarono caccia nemici ma soltanto una leggera contraerea a sud del bersaglio.
Questa fu soltanto la prima delle decine di azioni alleate ai danni dell’aeroporto.
Subito dopo questa incursione seguirono altri due bombardamenti, esattamente il 15 e il 16 agosto 1943 a opera degli inglesi: nella prima incursione i britannici utilizzarono quarantaquattro Wellington del 330 e 331 wings mentre nella seconda trentadue aerei dei wings 231, 236 e 331.
In quel lontano 29 luglio 1943 l’aeroporto conobbe il primo di una serie quasi infinita di bombardamenti alleati che non risparmiarono, da lì ad un anno, quasi nessun paese della Tuscia.
Michele Mari
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