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Agricoltura - Tra i relatori invitati la professoressa Stefania Masci (Dafne) con l'intervento “Il frumento di ieri, di oggi e di domani"

Anche l’Unitus al convegno “Dal recupero delle campagne al ritorno dei grani antichi”

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Campo di grano

Campo di grano

Latina – Riceviamo e pubblichiamo – Si è svolto nei giorni scorsi a Latina il convegno “Dal recupero delle campagne al ritorno dei grani antichi”, un evento organizzato dall’associazione “Agroalimentare in Rosa” con il supporto dell’Arga Lazio e moderato dalla giornalista Tiziana Briguglio.

L’evento, aperto a tutti, ma valido ai fini della formazione professionale dei giornalisti, ha anticipato la quinta Festa della Mietitura in programma a Latina dall’8 al 15 luglio.

La giornata ha rappresentato “un viaggio lungo oltre 70 anni, dalle prime attività post-bonifica dell’Agro Pontino, fino alla valorizzazione genetica, alle prospettive del mercato e ai consumi delle coltivazioni cerealicole operate sul territorio, anche in termini di valorizzazione delle eccellenze, introduzione di politiche condivise in campo agricolo, contrasto alle sofisticazioni alimentari e benessere della persona”.

Tra i relatori invitati, la professoressa Stefania Masci, del Dafne, Università della Tuscia, con un intervento dal titolo: “Il frumento di ieri, di oggi e di domani per rispondere alle esigenze di ieri, di oggi e di domani”, oltre a professionisti ed esperti nei diversi settori quali: il presidente dell’Arga Lazio Roberto Ambrogi, il consigliere e già presidente della Fondazione Roffredo Caetani Pier Giacomo Sottoriva, l’architetto Luca Falzarano, il docente di scienze dell’alimentazione Giuseppe Nocca, il nutrizionista del Crea Umberto Scognamiglio, il dirigente dell’Arsial Claudio Di Giovannantonio e i rappresentanti dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Lazio e Toscana Remo Rosati e Tiziana Zottola.

L’Agro Pontino, in seguito alla bonifica integrale delle Paludi Pontine, avvenuta nei primi decenni del secolo scorso e alla cosiddetta “battaglia del grano”, è fortemente minacciato dai cambiamenti climatici, che rendono le aree costiere fortemente a rischio di inondazione.

Ciononostante, oggi è considerato uno dei granai d’Italia e il frumento è tra le maggiori colture nella zona. Un motivo conduttore della giornata ha riguardato la tendenza a considerare il passato migliore del presente, ma tutti i relatori hanno evidenziato, ciascuno relativamente alle proprie competenze, come non abbia senso generalizzare e, soprattutto possa essere rischioso.

Sicuramente il recupero dei grani cosiddetti “antichi” rappresenta un valore aggiunto per le aziende cerealicole che soffrono del calo dei prezzi del frumento, ma i cambiamenti climatici in atto rendono impossibile incentrare su queste colture di nicchia l’agricoltura del futuro, che invece dovrà fare uso dell’innovazione, pur con un rispettoso occhio al passato.

Università degli studi della Tuscia


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8 luglio, 2019

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