Viterbo – Tentato furto in un appartamento al pianoterra, uno dei due minorenni fermati lunedì era maschio e aveva già colpito a Viterbo lo scorso autunno.
Nuovi particolari emergono sul fermo di due aspiranti ladri minorenni operato lunedì dagli agenti della squadra volante nel capoluogo. Si tratta di due baby-nomadi in trasferta da un campo della capitale: 13 anni il maschio e 15 anni la femmina.
L’intervento è stato reso possibile dalla collaborazione di alcuni cittadini, insospettiti dalla presenza di due giovanissimi nomadi, che verso le due e mezza del pomeriggio si aggiravano con fare circospetto al Paradiso, un quartiere residenziale solitamente frequentato a quell’ora da chi ci vive.
Scattato l’allarme al 113, attorno alle 14,40, una pattuglia si è precipitata in via Alcide De Gasperi, sorprendendo in flagrante i due ragazzini mentre erano intenti a forzare la porta di un appartamento posto al piano terra di un complesso condominiale, utilizzando una tessera magnetica. La coppia avrebbe tentato di forzare anche un altro appartamento. Una delle vittime la cui abitazione è stata presa di mira sarebbe un magistrato.
Protagonisti un 13enne e una ragazza di 15 anni, quest’ultima con ben 9 diversi “alias” al suo attivo, nonché una quindicina di procedimenti in corso presso il tribunale per i minorenni di Roma. Il suo arresto è stato convalidato, dopo di che la giovane è stata condotta presso una struttura protetta.
Il 13enne, invece, è risultato essere lo stesso minore arrestato in via Cassia Sud lo scorso 2 novembre assieme a due donne di 29 e 30 anni, una delle quali incinta, per una tentata rapina a casa di una giovane mamma di 23 anni, che era sola in casa con la figlioletta di 16 mesi che dormiva nella culla.
Identico il modus operandi. Anche nove mesi fa i banditi entrarono in azione all’ora di pranzo. Anche allora il ragazzino, all’epoca 12enne, nascondeva in una tasca dei pantaloni il ritaglio di plastica di una confezione di shampoo, usato dal terzetto, come si fa con le lastre o per l’appunto le tessere magnetiche, per tentare di forzare la serratura.
Lo scorso 10 aprile le due donne sono state condannate in primo grado dal collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone a due anni e mezzo ciascuna per tentata rapina impropria. Durante la fuga il terzetto travolse il padre della vittima, accorso in aiuto della figlia e della nipotina.
Il 13enne nuovamente fermato l’altro ieri, invece, fu deferito al tribunale per i minori di Roma e affidato a una casa-famiglia, dalla quale dopo pochi giorni si diede però alla fuga. Non essendo imputabile, data l’età inferiore ai 14 anni, è stato nuovamente affidato ai servizi sociali.
Silvana Cortignani
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