Viterbo – (sil.co.) – Saranno processate per tentata rapina e lesioni personali le due ladre d’appartamento in trasferta da un campo nomadi della capitale che sono state arrestate in flagranza lo scorso 2 novembre dalla squadra volante.
Sono state bloccate dopo che, assieme a un minorenne, avevano tentato di rubare in un appartamento sulla Cassia sud, a casa di una neomamma, scaraventando per le scale il padre della vittima, giunto in soccorso, durante la fuga.
Su richiesta della procura, il giorno della convalida, il reato è stato riqualificato da tentato furto a tentata rapina, per cui le aspiranti ladre saranno processate davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, che ieri, dopo l’ammissione delle prove, ha rinviato l’udienza al prossimo 13 febbraio, quando, prima della sentenza, saranno sentiti i poliziotti intervenuti e il vicequestore Riccardo Bartoli.
A lanciare l’allarme è stata una giovane mamma che era sola in casa con il figlio appena nato. Dopo essersi accorta di alcuni tentativi di effrazione alla porta d’ingresso dell’appartamento, la donna ha allertato la sala operativa della questura e ha chiamato il proprio padre. Quest’ultimo, che era al lavoro nelle vicinanze, si è precipitato sul posto e ha sorpreso i tre malviventi all’interno del palazzo. Le malviventi e il ragazzino, nel tentativo di darsi alla fuga, lo hanno spinto facendolo cadere per le scale. L’uomo, rimasto ferito, è poi stato soccorso dai sanitari del 118 e mediato al pronto soccorso di Belcolle con una prognosi di quindici giorni.
Il terzetto di malviventi in fuga, invece, è stato bloccato dai poliziotti nell’atrio del palazzo. Con sè avevano diversi arnesi atti allo scasso: una scheda di plastica, del nastro isolante e un cacciavite.
In seguito alla convalida dell’arresto, con l’accusa di tentata rapina e lesioni personali, una delle straniere è stata rinchiusa nel carcere femminile di Civitavecchia, mentre all’altra è stata inflitta la misura del divieto di dimora nel capoluogo della Tuscia. Il giovane è stato invece deferito alla procura minorile di Roma e inviato presso una casa famiglia della capitale dalla quale è scappato nel giro di un paio di giorni, facendo perdere le sue tracce.
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