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Tribunale - E' il drammatico racconto della giovane mamma vittima di un tentativo di rapina in via Cassia Sud - In aula anche il padre intervenuto in soccorso: "I ladri in fuga mi hanno scaraventato per le scale"

“Ero sola a casa con mia figlia di 15 mesi mentre i ladri forzavano la porta”

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Viterbo - Tentato furto sulla Cassia Sud - L'intervento di polizia e 118

Viterbo – Tentato furto sulla Cassia Sud – L’intervento di polizia e 118

Viterbo – (sil.co.) – “Ero sola a casa con mia figlia di 15 mesi mentre i ladri forzavano la porta”. E’ entrata nel panico la giovane mamma 23enne vittima, lo scorso 2 novembre, di una tentata rapina da parte di tre nomadi in trasferta da un campo della capitale nella sua abitazione in via Cassia Sud.

Era quasi l’ora di pranzo e la donna, terrorizzata dai rumori che provenivano dalla serratura della sua porta, ha prima istintivamente telefonato per chiedere aiuto al padre, poi al 113, che il genitore, partendo di corsa da Tobia dove stava lavorando, le ha detto di chiamare nel frattempo.  

Sono stati poco dopo gli uomini della squadra volante, intervenuti sul posto col dirigente Riccardo Bartoli, ad arrestare un 12enne e due donne di 29 e 30 anni, una delle quali incinta. Le due nomadi a processo davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone per tentata rapina, mentre il ragazzino è stato deferito alla procura minorile di Roma e inviato presso una casa famiglia della capitale dalla quale è scappato nel giro di un paio di giorni, facendo perdere le sue tracce.

Ieri il processo è entrato nel vivo von la testimonianza del vicequestore Bartoli, della vittima e del padre che, al suo arrivo, è stato scaraventato per le scale dai ladri in fuga, finendo al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle da dove è stato dimesso con una prognosi di 14 giorni per le contusioni riportate alla caviglia sinistra e alla mano destra. 

In casa c’era silenzio. La bimba stava dormendo nel lettino e la mamma era sul divano in sala. A un certo punto ha sentito armeggiare sulla porta, come se qualcuno stesse infilando un oggetto tra lo stipite e la serratura. 

“Ho guardato dallo spioncino e ho visto una ragazza coi capelli scuri legati a coda. La donna, quando mi ha sentito, ha cominciato a fare dei cenni a un ragazzo alto e coi capelli anche lui scuri. Dopo cinque minuti hanno cominciato a suonare il campanello, allora sono entrata nel panico. Ero sola, con mia figlia di 15 mesi e c’erano dei ladri che stavano tentando di entrare in casa. Ero terrorizzata. D’istinto ho chiamato mio padre che mi ha detto di telefonare al 113 mentre stava partendo dal lavoro per venire da noi”, ha raccontato la 23enne.

“Al mio arrivo sotto casa – ha proseguito il padre 49enne della vittima – mia figlia dalla finestra mi ha detto ‘mi stanno aprendo la porta’, aggiungendo ‘ho visto una donna con la coda’. Le ho detto di aprire il portone, perché era chiuso, quindi mi sono lanciato per le scale verso il secondo piano. Quando ero quasi sul pianerottolo mi sono trovato davanti non una persona, come pensavo, ma tre persone. Il tempo di dire loro ‘che state a fa’?”, mi hanno travolto e spinto per le scale”.

“Davanti – ha spiegato il testimone – c’era la donna con la coda che mi ha spinto e fatto rotolare per le scale, dietro un’altra donna con un grosso giubbotto e per ultimo un ragazzino con uno zaino. Mi sono alzato e li ho inseguiti fino al portone, dove durante la fuga la donna incinta e il minorenne sono caduti a terra. Allora mi sono infilato tra loro e il portone, mentre arrivava la polizia”. 

La figlia ha riconosciuto sia la donna con la coda, sia il ragazzo.

“Lui aveva nella tasca dei pantaloni un ritaglio di plastica di una confezione di shampoo, usata, come le lastre, per forzare la serratura”, ha spiegato Bartoli.

Per le donne un curriculum pieno di precedenti per analoghi furti in abitazione. “Sono state identificate tramite fotosegnalamento, è bastato inserire le loro impronte per risalire immediatamente al nome e cognome”, ha concluso il dirigente della volante. 

Al termine dell’udienza, il processo è stato rinviato al 10 aprile per la sentenza.


Articoli: Provano a rubare a casa di una neomamma, a processo per tentata rapina – Tentato furto, il ragazzino arrestato è scappato dalla casa famiglia – Tentano di rubare in casa e nella fuga fanno cadere il proprietario dalle scale


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14 febbraio, 2019

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