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Roma - Convalidato il fermo per i due americani

Carabiniere ucciso a coltellate, il pusher: “Ho detto che erano magrebini per depistare”

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Mario Cerciello Rega

Mario Cerciello Rega

Roma – Carabiniere ucciso a coltellate, il pusher confessa di aver depistato le indagini. 

“Sono stato io a dire che erano due nordafricani, due magrebini e non due americani. Volevo un po’ depistare”. Così lo spacciatore contattato dai due americani, accusati di aver ucciso Mario Cerciello Rega. Le indagini sulla morte del vicebrigadiere, ucciso venerdì notte a Roma, si complicano.

Emerge un nuovo dettaglio che potrebbe aiutare gli inquirenti a fare luce sul caso. Il pusher che avrebbe venduto ai due americani, al momento i principali sospettati del delitto, dell’aspirina tritata al posto della cocaina ha confessato di essere stato lui a dire, in un primo momento, che gli autori del delitto erano due magrebini.

Lo spacciatore, che ha chiamato i carabinieri per recuperare il borsello rubatogli dai due ragazzi americani, ha aggiunto nelle sue dichiarazioni: “Gli avevo tirato il ‘pacco’ con la cocaina e quelli per reazione mi avevano portato via di forza lo zaino”.

Convalidato il fermo per i due americani. Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale Hjorth restano in carcere. L’accusa per loro è di tentata estorsione e omicidio aggravato in concorso. Nella loro stanza di albergo sono stati trovati abiti sporchi di sangue e l’arma del delitto. Nei giorni scorsi anche la confessione dei uno dei giovani, ma restano ancora molti dubbi sulla ricostruzione della vicenda.

Secondo una prima ipotesi, i due giovani americani volevano acquistare della cocaina. I ragazzi si sarebbero così rivolti a un uomo che avrebbe indicato loro uno spacciatore. 

Avviene così l’acquisto dietro pagamento di cento euro, ma gli americani si accorgono che, invece della droga, hanno comperato dell’aspirina tritata. I due avrebbero così deciso di vendicarsi, contattando nuovamente lo spacciatore e rubandogli la borsa. All’interno della borsa anche il cellulare dello spacciatore. 

A questo punto il pusher avrebbe chiamato il suo cellulare e avrebbe dato un appuntamento ai ragazzi per un ulteriore scambio: la borsa in cambio della droga. Lo spacciatore però a quel punto avrebbe contattato i carabinieri dicendo che alcune persone gli avevano rubato il borsello con i suoi effetti personali e omettendo lo scambio della cocaina.

All’appuntamento sarebbero così andati due militari in borghese. I carabinieri si sarebbero qualificati subito e avrebbero chiesto i documenti ai ragazzi. I due giovani avrebbero perso la testa e così la tragedia. Mario Cerciello Rega è stato colpito con otto coltellate.

 


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28 luglio, 2019

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