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Ambiente - Diego Righini di Geotermia Italia interviene sulla questione della centrale pilota di Castel Giorgio

“Col geotermico il territorio diventa più ricco ed ecologico”

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Un impianto geotermico

Un impianto geotermico

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Oggi alle 12,30 la Camera dei deputati ascolterà le proposte delle imprese geotermoelettriche a zero emissioni, innovazione italiana nel settore della geotermia, che vedrà nella regione Umbria la prima centrale pilota a 5 Mwe.

L’Onu, attraverso la Global geothermal alliance dopo Cop21 di Parigi del 2015, decise che i Paesi del mondo con territorio geotermico avrebbero dovuto svilupparsi dando precedenza a questa risorsa rinnovabile per avviare la decarbonizzazione nella produzione di energia per la riduzione dell’aumento delle temperature terrestri.

In Italia, purtroppo, il settore ha dovuto fare i conti con le resistenze di un monopolio Enel, non propenso a fare sviluppare tecnologie a zero emissioni più ecologiche delle centrali toscane a emissioni, e dei comitati fake di contestatori a tutto: dall’energia, ai noccioleti, alle strade e alla ferrovie.

Ma il vero danno allo sviluppo del settore lo hanno commesso i sindaci dei piccoli comuni sotto i 5mila abitanti, che invece di pensare di cambiare il volto e l’ecologia del loro territorio hanno pensato di governarlo sulla paura del cambiamento e del sì allo sviluppo della green economy, provocando la fuga di tutti i giovani diplomati e laureati verso le grandi città o verso l’estero, dove allo sviluppo sostenibile ed ecologico, come quello della geotermia, si dice sempre sì.

In Toscana ci sono quasi trenta centrali e non c’è mai stata una scossa sismica, ma ancora oggi i sindaci, tipo Andrea Garbini di Castel Giorgio, parlano di pericolo sismico, abbandonando gli edifici, strade, scuole, impianti sportivi del suo territorio alla fatiscenza e a impianti energetici altamente inquinanti con carbone, gas e petrolio, da fare aumentare la probabilità di fare ammalare di malattie respiratorie le persone che ci abitano.

Oggi rappresenteremo alla Camera dei deputati le oltre 200 città convertibili a geotermia passando in Italia dagli 800 Mwe istallati in Toscana dall’Enel green power ai potenziali 7450 Mwe calcolati dal Gse.

Se in Italia, soprattutto in regione Umbria e regione Lazio, daremo fiducia alla green economy, queste aree diventeranno le aree più ricche ed ecologiche del Paese, oppure avremo altri 10 anni di recessione e crisi, con l’aumento dell’inquinamento energetico.

Diego Righini
Geotermia Italia


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30 luglio, 2019

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