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Bassano in Teverina - Alessandro Romoli racconta la città - A partire dal corteo storico dedicato ad Alfonso De Lagnis

“La forza del nostro paese è la partecipazione dei cittadini…”

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Bassano in Teverina – “La nostra forza è la partecipazione dei cittadini”. Un nuovo comune s’affaccia sul panorama della Teverina. Bassano. All’imbocco della trasversale, lungo il pezzo che va da Orte a Viterbo. Tra la torre abitata dallo scrittore Pier Paolo Pasolini, in mezzo al verde dei boschi tra Soriano e Bomarzo, dove, fra l’altro, sta il parco dei mostri, e l’aggancio con l’autostrada del sole, quindi, il resto del Paese.

“La nostra forza è la partecipazione dei cittadini”. A parlare è il sindaco Alessandro Romoli, poco più che trentenne, al terzo mandato alla guida del comune. Un percorso caratterizzato dalla continuità direttrici ben precise che servono a proporre Bassano come parte integrante di quanto sta avvenendo tra il Tevere e la teverina. Tra Orvieto, Bagnoregio e Celleno. Fin dentro Viterbo, con il paese delle fate di Sant’Angelo e Roccalvecce. Un nuovo polo di attrazione contemporaneamente turistica, economica e sociale. Il formarsi di una nuova area geografica e al tempo stesso identitaria. E che fa anch’essa del centro storico il punto da cui partire, la risorsa da valorizzare. 


Alessandro Romoli

Bassano in Teverina – Alessandro Romoli


“La partecipazione è quella dei cittadini al corteo storico in onore di Alfonso De Lagnis – spiega Romoli -. In un paese di quasi 1300 abitanti, 160 persone partecipano al corteo storico. Di fatto, tutte quante le famiglie di Bassano. Una partecipazione spontanea mossa dalla volontà di valorizzare il posto in cui vivono. E per farlo, da due anni a questa parte, gli abitanti di Bassano, per un giorno, vestono i panni dei loro antenati. Come salire su una macchina del tempo. Cambiando d’abito. Mettendo quello di chi, nello stesso posto ha vissuto secoli prima. In questo modo ricreiamo un tessuto che non c’è più ma che è pur sempre presente”.


Viterbo - Alessandro Romoli

Viterbo – Alessandro Romoli


La manifestazione dedicata ad Alfonso De Lagnis e alla corte che durante il rinascimento governava Bassano in Teverina, si è svolta lo scorso fine settimana. Dal 12 al 14 luglio. Il 14, è stato il giorno del secondo corteo storico con Alfonso De Lagnis in testa. La sua corte, lui per primo, nel XVI secolo acquistò e governò il borgo di Bassano. Nel pieno della lotta tra l’imperatore Carlo V e Paolo III. Bassano scelse il primo a danno del secondo. E purtroppo, alla fine, perse.


Bassano in Teverina - Alla corte di Alfonso de' Lagnis

Bassano in Teverina – Alla corte di Alfonso de’ Lagnis


Una festa dedicata a un personaggio storico poco conosciuto ma che, grazie alla sua capacità di annotare ogni giorno quello che accadeva, ha permesso di ricostruire il tessuto sociale e culturale di Bassano durante il XVI secolo, quando in Europa si combattevano le guerre di religione e Paolo III per fronteggiare la situazione convocò il concilio di Trento.


Bassano in Teverina vista dall'alto

Bassano in Teverina


“La manifestazione – racconta Romoli – ha visto la partecipazione di molti visitatori. Ma soprattutto della cittadinanza che si è resa disponibile a partecipare, affrontare e risolvere tutti i problemi del corteo. A fare in modo che riuscisse. Ad organizzare il mercato medievale all’interno del borgo e tutti gli eventi che hanno accompagnato il fine settimana. Una partecipazione mossa dall’intenzione di valorizzare la nostra storia. Alfonso De Lagnis ha governato Bassano per 40 anni e lo ha fatto acquistando i diritti dallo stato pontificio. Ha creato il nuovo catasto urbano, è intervenuto sugli statuti del paese. Insomma, ha riformato l’amministrazione cittadina. Un personaggio che abbiamo riscoperto. E quest’anno, grazie alla collaborazione del gruppo archeologico bassanese, di Isabella Rosati e di tutti i suoi collaboratori, abbiamo riproposto questa iniziativa come tra le più qualificanti rispetto a quelle promosse dal comune nel corso dell’anno. Promuovere poi la figura di De Lagnis attraverso un corteo storico significa valorizzare e promuovere il centro storico. Lo spaccato di vita di un comune della Tuscia agli occhi dei visitatori”.


Bassano in Teverina - La corte rinascimentale di Alfonso De Lagnis

Bassano in Teverina – La corte rinascimentale di Alfonso De Lagnis


Il centro storico è infatti l’altra direttrice per valorizzare il territorio. “Il centro storico è il punto di irradiazione e il polo di attrazione – dice Romoli -. I turisti arrivano e partono da lì. Il modo migliore per trattenerli sul territorio, anche con un’offerta enogastronomica di qualità. Ma soprattutto con monumenti unici da visitare. Da cui poi spostarsi per le vie del borgo. E il monumento più importante che noi abbiamo e attorno al quale ruota il centro storico è la torre dell’orologio del cinquecento che ne contiene una ancora più antica, risalente all’XI secolo, con sculture che richiamano la storia di Bassano e non solo. Scoperta durante alcuni lavori fatti nel corso degli anni ’80. Una scoperta, forse unica in Italia, e un luogo che fa piacere visitare, suggestivo e affacciato sulla valle del paese dove i romani sconfissero gli etruschi imponendo il loro dominio nella Tuscia”.


Bassano in Teverina - La torre dell'orologio

Bassano in Teverina – La torre dell’orologio


La torre nella torre è lo snodo, per muovere verso il paese, i boschi attorno e anche le altre realtà culturali confinanti. Da Soriano a Bomarzo fino a Orte e l’Umbria, che sta a pochi chilometri da lì. Da Bassano si vede Giove.


Bassano in Teverina - Il corteo storico

Bassano in Teverina – Il corteo storico


“Il centro storico – ha sottolineato il sindaco – e breve porteremo in consiglio comunale anche il piano per il suo completo e definitivo recupero, è il passaggio chiave per il rilancio della nostra comunità”.

Un percorso che vede infine come vero e proprio compagno di strada l’università della Tuscia, che da anni porta avanti importanti ricerche e scavi nell’area dei Cimini addossata alla teverina. Scavi che stanno mano mano riscrivendo la storia del territorio, come ad esempio a San Valentino di Soriano nel Cimino con il lavoro di Elisabetta De Minicis, e a Celleno con quello di Giuseppe Romagnoli. L’altra direttrice su cui molti hanno cominciato a muoversi e, finalmente, a investire. La ricerca.

“Con l’Unitus – conclude Alessandro Romoli – abbiamo avviato un percorso per fare degli scavi all’interno del centro storico. Ora stiamo ripulendo un butto di fronte alla torre. Risale al medioevo. Stanno tirando fuori monete e frammenti di oggetti. L’obiettivo è fare delle scoperte che ne verranno fuori un museo cittadino. Il nostro antiquarium”.

Daniele Camilli


Multimedia – Fotogallery: La torre dell’orologio di Bassano in Teverina – Video: Il campanile animato dell’XI secoloIl museo dell’arte contadina

Articoli: La corte rinascimentale che sfidò il papa

 


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17 luglio, 2019

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