Viterbo – La Tuscia smaltisce quasi il quintuplo dei rifiuti che produce.
Il dato emerge dal rapporto Upi 2018 sullo stato delle province del Lazio, che, alla voce “Sostenibilità e risorse ambientali”, mette Viterbo in testa alla classifica regionale di autosufficienza, cioè la capacità di trattare i rifiuti prodotti nel proprio territorio.
La classifica è realizzata riprendendo le elaborazioni dell’Eures su dati Ispra ed è relativa al 2016, l’ultimo anno con indicatori disponibili.
Nella provincia di Viterbo, a fronte delle quasi 133mila tonnellate prodotte, vengono gestite e trattate oltre 640mila tonnellate di rifiuti. Un indice di autosufficienza del 483%, che consente alla Tuscia di primeggiare su Frosinone (401%) e addirittura doppiare la terza provincia in classifica (Latina con il 191%).
Viterbo è quindi il traino della regione nel settore dello smaltimento dei rifiuti e contribuisce in maniera decisiva a mantenere positivo l’indice di autosufficienza generale del Lazio, che si attesta al 101%.
Il rapporto Upi censisce 9 impianti di trattamento dei rifiuti sul territorio della Tuscia. Significativo soprattutto il numero degli inceneritori, ben 3 sui 5 presenti nel Lazio e i 41 sparsi per tutta l’Italia: facendo una proporzione, il 7% degli inceneritori nazionali si trova in provincia di Viterbo. Qui vengono trattate circa 375mila tonnellate di rifiuti all’anno, cioè la metà del quantitativo gestito complessivamente nella Tuscia.
Per arrivare al totale di 640mila tonnellate, si aggiungono le circa 176mila smaltite nell’impianto di trattamento meccanico biologico e le quasi 83mila della discarica, mentre i 4 impianti di compostaggio, tutti insieme, gestiscono meno di 7mila tonnellate.
Alessandro Castellani
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