Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Prosegue la mostra “Le maioliche medioevali dal butto di Celleno vecchio” allestita al Museo della ceramica della Tuscia.
Continua la partecipazione di pubblico alla mostra dedicata alle ceramiche e alla storia dell’antico butto di Celleno vecchio. Una storia che inizia nel 1975 con gli scavi clandestini e prosegue grazie al lavoro minuzioso, paziente e professionale degli archeologi che hanno portato alla luce circa 7500 frammenti ceramici.
Boccali, ciotole, piatti e catini costituiscono il nucleo dei 40 reperti in maiolica arcaica esposti al Museo della ceramica della Tuscia di Viterbo e rappresentano il risultato dell’attività di recupero, ricomposizione e restauro attuata dall’università degli studi della Tuscia e dalla soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale. Un’attività resa possibile grazie al contributo dell’amministrazione comunale di Celleno.
L’iniziativa espositiva della fondazione Carivit, ente proprietario e gestore del Museo della ceramica della Tuscia, è stato di fondamentale importanza nel perseguimento dell’obiettivo di valorizzazione di un considerevole patrimonio che restituisce al visitatore significative indicazioni circa l’evoluzione della vita quotidiana delle persone e rilevanti spunti di riflessione attraverso una interessante connessione tra passato e futuro.
La mostra prosegue fino al 14 luglio al Museo della ceramica della Tuscia, in via Cavour 67 – Viterbo, aperto dal giovedì alla domenica con orario 10-13 e 15,30-18,30. Per le informazioni e per prenotare una visita guidata: museoceramicatuscia@fondazionecarivit.it, 0761 223674, 0761 346136.
Museo della ceramica della Tuscia
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