Roma – Piero Marrazzo sospeso dalla sede Rai di Gerusalemme, mentre un produttore esecutivo dell’azienda sarebbe stato licenziato.
L’ex governatore della Regione Lazio di nuovo nella bufera. Dietro la decisione ci sarebbero “presunte irregolarità” nella gestione dell’ufficio, in seguito a “una verifica dell’organismo di controllo interno sulla gestione delle sede di corrispondenza”.
Stando all’HuffPost, che ha ripreso Adnkronos, l’indagine, svolta nel massimo riserbo, sarebbe stata avviata diversi mesi fa. Sarebbe partita da una lettera anonima giunta alla Rai e diverse autorità, tra cui la magistratura. Al momento non si conosce il contenuto della lettera, definito da Repubblica “top secret”. Il Fatto Quotidiano intanto riferisce che a breve Piero Marrazzo, corrispondente Rai da Gerusalemme dal 2015, renderà pubblica a breve la sua “versione dei fatti”.
Marrazzo fu eletto presidente della regione Lazio nel 2005, poi le dimissioni nel 2009 per il noto scandalo dell’incontro in un appartamento di via Gradoli, nella zona di Tomba di Nerone a nord di Roma, con una transessuale. Nel 2010 tutte le accuse le accuse nei confronti dell’ex governatore sono cadute. La stessa cassazione ha parlato di complotto. Marrazzo però aveva deciso di voltare pagina e tornare in Rai.
Tanti i documentari realizzati per Rai Tre, come quello sull’Armenia trasmesso nel gennaio del 2012. Il 13 novembre 2013, a distanza di nove anni, Marrazzo era stato chiamato a condurre il talk show Razza Umana su Rai 2, che tuttavia chiuse i battenti per bassi ascolti. Dal 2015 il 60enne romano era stato quindi scelto come corrispondente da Gerusalemme.
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