Viterbo – (g.f.) – “Grave che la pizza di Pasqua di Pasqua della Tuscia sia riconosciuta e non quella di Bagnaia”. Ludovica Salcini, neo assessora all’Agricoltura dice basta alle ingiustizie culinarie e a suon di pizze è pronta a far valere le giuste ragioni del dolce bagnaiolo.
Non accetta lo smacco che il capoluogo a tavola finora è stato costretto a subire. Sul dolce la situazione è amara.
Se la pizza di Pasqua chiede vendetta, che dire dei maccheroni con le noci? “Assurdo che quelli di Viterbo non siano riconosciuti come tradizionali”. E quelli di Vejano, sì.
Per Salcini la misura, anzi il piatto, è colmo.
Nella conferenza stampa per un anno di Arena in comune ha lanciato la sfida: tremate prodotti tipici locali (non di Viterbo), adesso c’è un’assessora che li difenderà.
Magari il pangiallo viterbese: “O la scarsella – incalza Salcini – abbiamo tanti prodotti agroalimentari che vanno valorizzati e il comune deve essere il promotore istituzionale delle eccellenze agricole in eventi ufficiali, a partire da Santa Rosa”.
E poi, la pizza di Pasqua di Bagnaia alla conquista del giusto spazio che si merita nelle tavole della Tuscia e non solo.
Se l’assessora Salcini dovesse riuscirci sarebbe un bel risultato per il dolce, ma anche per la politica. Del resto, l’amministrazione Arena un po’ una pizza, seppure non di Pasqua, lo è già.
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