Civitavecchia – Portuali e metalmeccanici uniti nella lotta. Si concentra al Molo Vespucci la protesta dei lavoratori tra fumogeni, manifesti e slogan.
Per quanto riguarda Tvn, lo sciopero riguarderà tutti i turni di lavoro. Per le aziende operanti su 3 turni, lo sciopero è iniziato dal turno di notte tra il 23 e il 24 luglio, per proseguire poi con il turno di mattina e il turno di pomeriggio del giorno 24 luglio. Per la sola azienda Guerrucci, operante su 4 turni, lo sciopero interesserà tutti i turni della giornata (dalle ore 00.00 alle ore 24). Fino a domenica, inoltre, è previsto lo sciopero dello straordinario, della reperibilità e delle altre prestazioni flessibili.
Si tratta di uno sciopero che le organizzazioni sindacali locali hanno voluto legare a quello nazionale proclamato per gli addetti al trasporto pubblico locale, ma che a Civitavecchia ha assunto un altro significato alla luce della gravissima crisi che vivono due settori un tempo trainanti.
Tra i manifestanti il sindaco Ernesto Tedesco, il vicesindaco Massimiliano Grasso, l’assessore all’ambiente Manuel Magliani, gli esponenti Carlo Tarantino e Marco Piendibene, il consigliere regionale Gino De Paolis.
Sulla vertenza porto, nel frattempo, interviene anche la consigliera regionale del Lazio Marietta Tidei, del Pd, annunciando “mozioni congiunte con il consigliere regionale Lista civica Gino De Paolis per valorizzare siti e infrastrutture come il porto e la centrale Enel di Torrevaldaliga Nord”.
“E’ una giornata di sciopero nazionale per il settore trasporti e lo è in particolare per Civitavecchia dove si sta consumando una tempesta perfetta che travolge i due contesti produttivi più importanti: il porto e l’Enel”, dice De Paolis.
“Infrastrutture dunque e investimenti sono le priorità, dalla Darsena Grandi Masse, alla creazione di un Bacino di carenaggio, passando per il completamento della opere indispensabili viarie e ferrovie – dice – su Enel poi, che ha condizionato per decenni le scelte di sviluppo della città, occorre dire con forza che è inaccettabile il progressivo abbandono del campo creando centinaia di disoccupati, omettendo di concertare con il territorio i progetti futuri e scegliendo una strada tutta piegata esclusivamente al proprio profitto”.
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