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Roma - Giuseppe Conte al Senato ha preso la parola per fare dei chiarimenti su Moscopoli - Il M5s ha lasciato l'aula per protesta sulla Tav

“Savoini era a Mosca al seguito di Salvini, non ha rivestito incarichi per il governo”

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Giuseppe Conte

Giuseppe Conte

Roma – “Il signor Savoini non riveste e non ha rivestito incarichi formali di consulente esperto di questo governo. Era presente a Mosca il 15 e 16 luglio 2018 a seguito del ministro Salvini”. Così Giuseppe Conte al Senato. Il presidente del Consiglio, come già annunciato nei giorni scorsi, ha preso la parola e ha riferito in merito a Moscopoli, vicenda riguardante il possibile finanziamento della Russia al partito della Lega.

“Sono qui per il rispetto di quest’aula – ha detto aprendo il suo discorso -. Se oggi sono qui davanti a voi è in ragione del mio ruolo. Non mi sono mai sottratto all’interlocuzione con il Parlamento. Il confronto è la vera essenza della nostra forma di governo. E a questo consesso tornerò ove mai dovessero maturare le condizioni per una cessazione anticipata del mio incarico”.

La vicenda Moscopoli riguarda il possibile finanziamento della Russia al partito della Lega. A sollevare il possibile scandalo un’inchiesta condotta da L’Espresso e Buzzfeed secondo cui ci fu un incontro, il 18 ottobre 2018 all’hotel Metropol di Mosca, tra Gianluca Savoini, amico e collaboratore di Matteo Salvini, e altri personaggi italiani e russi per discutere di finanziamenti alla Lega. Da quanto emerso gli incontri potrebbero essere anche più di uno. Per fare luce sul caso è stata aperta un’indagine. Al momento risultano indagati per corruzione internazionale Gianluca Savoini, ex collaboratore di Salvini e presidente dell’associazione Lombardia Russa, l’avvocato Gianluca Meranda e il consulente bancario Francesco Vannucci.

Durante l’intervento di Conte i senatori del M5S sono usciti dall’aula. Il gesto in segno di protesta dopo le ultime dichiarazioni di Conte sulla Tav.

“Ribadiamo il nostro rispetto per il presidente Conte, ma oggi non era lui a doversi presentare nell’aula del Senato per rispondere all’informativa sul caso Russia-Lega”. Questo è quanto si legge in una nota del M5S che spiega le ragioni per cui i senatori del Movimento sono usciti dall’aula.

Conte ha comunque continuato il suo discorso:”Sulla Russia la nostra linea è sempre stata coerente, non ci sono elementi che mi facciano dubitare circa un indebito scostamento di uno o più membri del governo dalle linee stabilite. Mai alcuna forza del governo avrebbe potuto avere la possibilità di intrattenere rapporti di parte con altri paesi. Ciascuna forza politica è libera di coltivare rapporti. Mi sono sempre adoperato affinché gli interessi di parte fossero vagliati al filtro degli interessi nazionali. Su questo sono esigente”.

Poi l’esplicito riferimento a Gianluca Savoini. “Sulla base delle informazioni disponibili alla presidenza del Consiglio – ha specificato Conte – posso precisare che il signor Savoini non riveste e non ha rivestito incarichi formali di consulente esperto di questo governo. Era presente a Mosca il 15 e 16 luglio 2018 a seguito del ministro Salvini”. 

E ancora: “Salvini è stato presente a Mosca anche il 15 luglio 2018 per la finale del mondiale di calcio e il 16 luglio 2018 per l’incontro con le controparti russe. In quella occasione fu notificata alle controparti russe dalla nostra ambasciata la composizione della delegazione italiana su indicazione del protocollo del ministero dell’Interno: la delegazione ufficiale comprendeva anche il nominativo del signor Savoini”.

Poi la conclusione: “Mi adopererò perché tutti i miei ministri – ha chiarito il presidente del Consiglio – e gli altri membri del governo vigilino con massimo rigore affinché negli incontri governativi siano presenti solo ed esclusivamente persone accreditate ufficialmente che siano tenute al vincolo della riservatezza. Questo per avere la massima garanzia che le informazioni riguardante l’attività di governo siano gestire con la massima cura”.


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24 luglio, 2019

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