Roma – “Se fosse vero sarebbe una vergogna, siamo pronti alla mobilitazione. Manovre di questo tipo sono operazioni di sciacallaggio, tutte a danno del personale, di una banca che pretende di fare affari in Italia senza tener conto del contesto sociale del paese”.
Lo dichiara il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, commentando alcune indiscrezioni secondo le quali il gruppo Unicredit preparerebbe un piano industriale con 10mila esuberi.
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