Viterbo – (p.p.) – “Vorrei rafforzare il connubio università e territorio”. Il professore Stefano Ubertini è il primo candidato formale alla carica di rettore dell’Università della Tuscia.
Laureato in Ingegneria meccanica, è professore di Macchine a fluido estudia i processi termofluido dinamici e i sistemi energetici. Ha preso il dottorato all’università di Perugia, ed è stato ricercatore prima a Tor Vergata, poi professore associato all’università di Napoli Partenope e dal 2012 all’Unitus. Dal 2015 è diventato ordinario e da due anni e mezzo dirige il Deim, Dipartimento di economia, ingegneria, società e impresa.
Per il momento, Giulio Vesperini, direttore del Distu, sta raccogliendo le firme per presentarsi. Mentre Andrea Vannini del Dibaf (dipartimento per la innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali) ha detto che c’è “una discussione in atto per presentare ulteriori candidature”.
Didattica innovativa, internazionalizzazione, ricerca e Viterbo città universitaria. Sono questi alcuni dei temi affrontati nel programma del professore.
Su cosa l’abbia spinto a scendere in campo, Ubertini dice che è stato “l’affetto di tanti colleghi che mi hanno proposto di candidarmi, poi l’attaccamento e la voglia di fare qualcosa per la nostra istituzione a cui tengo molto.
Dopo la mia esperienza da direttore in senato accademico e, prima, da presidente del consiglio di corso ho pensato di mettere a frutto questa esperienza per tutto l’ateneo per i prossimi dei anni”.
Il programma può essere analizzato sotto diversi aspetti e in particolare riguarda “la didattica – spiega – che è da sempre uno dei punti di forza della nostra università. Dobbiamo cercare di aumentare il numero degli studenti, puntando a migliorare l’orientamento nella zona di Roma, che è un ampio bacino, e poi l’immagine dell’ateneo a Viterbo e nella provincia. Orientarci quindi all’estero, perché l’internazionalizzazione è molto importante cercando quindi di attrarre studenti dal fuori anche attraverso progetti internazionali di cooperazione e quelli Erasmus“.
C’è ancora: “la didattica innovativa per potenziare le metodologie non solo da un punto di vista tecnologico, ma anche di metodo appunto cercando di alternare all’insegnamento frontale altre forme per coinvolgere gli studenti in attività e progetti che stimolino la loro creatività.
Sulla ricerca, vorrei provare a creare una struttura di supporto tecnico-amministrativo per presentazione e gestione dei progetti, cercando in qualche modo di mettere a frutto le capacità di alcuni colleghi di attrarre molti fondi, anche con altri che, per il tema che studiano o per la numerosità del gruppo di ricerca, non riescono ad attrarre fondi. L’obiettivo è stimolare una ricerca multidisciplinare per far arrivare contributi alle aree che culturalmente hanno più difficoltà a reperirli, tipo le materie di base o l’area umanistica”.
Parlando dell’eredità che lascia Ruggieri: “Sicuramente siamo in una situazione per cui l’università è in salute per cui raccolgo un’eredità che è buona e pesante al tempo stesso. Negli ultimi anni – ribadisce – siamo andati bene sia in didattica, dove abbiamo ottenuto la valutazione pienamente soddisfacente dall’Anvur, e solo un ateneo in Italia ha fatto meglio di noi, mentre altri nove hanno avuto lo stesso risultato, ma anche nella ricerca con valutazioni sempre molto positive dal ministero e tre progetti di eccellenza finanziati su sei dipartimenti. Un risultato eccezionale. Ci sono ancora delle cose su cui dobbiamo lavorare”.
Ubertini assicura: “Metterò tutto me stesso al servizio dell’istituzione – conclude – perché la mia intenzione è quella di fare il suo bene. Una parte del programma riguarda Viterbo città universitaria, un connubio che vorrei si rafforzasse ancora di più nel tempo, perché l’attrattività della nostra università è legata anche a quella del nostro magnifico territorio“.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY