Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Lettere - Viterbo - I genitori ringraziano il pronto soccorso dell'ospedale Belcolle

“Avete salvato la vita a nostro figlio…”

Condividi la notizia:

Paola Piacentini e il suo piccolo Doddo

La mamma Michela Lozzi e il suo piccolo

Il pronto soccorso di Belcolle

Il pronto soccorso di Belcolle

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È un qualunque martedì di luglio e sei preso dalla routine quotidiana fino a quando torni finalmente a casa, chiudi la porta e stai con la tua famiglia inconsapevole che da lì a qualche ora vivrai la nottata più brutta della tua vita.

Il piccolo di casa improvvisamente e senza alcun preavviso si lamenta, piange, dice cacca, corre al vasetto; poi inizia a piangere sempre più forte con vere urla di dolore, dandosi anche i pugni sulla pancia, si aggrappa forte a noi come a voler chiedere aiuto, non mangia, non beve, è sempre più inerme e provato ma non avendo ancora due anni non può dirci cosa ha per cui decidiamo di correre al pronto soccorso perché l’istinto di una mamma e di un papà è un qualcosa che ci dona la natura e supera ogni limite.

Arriviamo a Belcolle e dal pronto soccorso ci mandano direttamente in Pediatria e lì troviamo la dottoressa Eva Goldoni che, insieme alle infermiere di turno, in quella notte si prendono subito cura del nostro piccolo Doddo, nonostante la preoccupazione di quei momenti riescono a farci capire la gravità della situazione, riuscendo però allo stesso tempo a trasmetterci sicurezze e rassicurazioni. 

Con modi delicati la dottoressa ha visitato nostro figlio, ha fatto diversi accertamenti, ci ha fatto tantissime domande ed è giunta a una diagnosi che richiedeva però il trasferimento a Roma, per cui nel giro di poche ore, con il nostro piccolo amore eravamo sull’eliambulanza con destinazione il reparto di Chirurgia Pediatrica del Gemelli. 

Qui vengono fatti nuovi controlli che confermano la tempestiva ed esatta diagnosi della dottoressa Goldoni, per cui intorno alle 7,59 decidono di portare Doddo in sala operatoria, ma proprio grazie alla rapidità nell’individuazione del problema, l’équipe di chirurghi, prima di operare, decide di fare con il bambino, sedato e intubato, un tentativo attuando una procedura (prevista dai protocolli) e riuscendo a dividere i due pezzi di intestino che si erano uniti, evitando un’operazione delicata con tempi di guarigione molto più lunghi di quelli poi realmente fatti. 

Intorno alle 9,30 nostro figlio era nuovamente tra le nostre braccia e, durante la visita di controllo, il primario ci spiega che siamo stati molto fortunati nel capire che Edo stava male andando in pronto soccorso, ma soprattutto nel trovare al Belcolle persone molto preparate e scrupolose che non hanno sottovalutato la situazione. 

È quasi trascorso un mese da quel giorno e avremmo voluto scrivere prima queste righe ma il solo ricordo di quei momenti, con il grave rischio occorso da Doddo, ci toglie ancora oggi il fiato.

Ora mentre lo guardiamo, spesso ci torna quella sensazione di impotenza provata mentre lo vedevamo star male e temiamo che questo turbamento resterà con noi ancora a lungo insieme alla riconoscenza che proviamo nei confronti di chi lo ha aiutato senza alcuna esitazione, facendoci sentire fortunati anche alla luce delle storie che si ascoltano in tv e proprio ieri abbiamo sentito, del tragico caso di Vicenza di un piccolo di soli 3 anni ricoverato per un forte mal di pancia e poi dimesso con la sola somministrazione di una tachipirina e di acqua e zucchero, poi tornato nuovamente con dolori fortissimi: è morto qualche ora più tardi, pare per un’emorragia interna provocata dall’intestino.

Abbiamo trovato tante similitudini con la nostra vicenda e un brivido ha attraversato la schiena pensando a quel bimbo e ai suoi cari, a quando stavamo andando verso il pronto soccorso, temendo fortemente che ci avrebbero rimandati a casa, nonostante sentissimo dentro che quello di Edo non fosse un semplice mal di pancia per cui avevamo tanta paura che potessero sottovalutare la situazione e invece abbiamo trovato cortesia, sensibilità, rapidità, preparazione, attenzione, professionalità e scrupolosità. Tutte circostanze e qualità che hanno contribuito a far star bene il mio bimbo. 

Noi ci riteniamo fortunati e vogliamo ringraziare tutte le persone in servizio tra il 9 e il 10 luglio al pronto soccorso, in Pediatria, gli angeli volanti dell’eliambulanza che ci hanno portati a Roma e la Chirurga Pediatrica del Gemelli, dottoressa Merli, anche lei preparata, cortese e tanto amorevole con nostro figlio, tant’è che alla visita di controllo lui sembrava ipnotizzato nel guardarla mentre gli faceva grandi sorrisi. 

Grazie da parte dei nonni, degli zii, del fratello e della sorella, di noi genitori e grazie da parte del nostro bambino che fin dalla nascita ha trovato persone che lo hanno accudito e curato in maniera egregia in Tin e ora in Pediatria.

I genitori Carlo Piacentini e Michela Lozzi


Condividi la notizia:
5 agosto, 2019

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tag/renzo-trappolini/