Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

L'irriverente

Da Pericle a Salvini & C.

di Renzo Trappolini
Condividi la notizia:

Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Inaspettate quanto rinfrescanti le sortite culturali del direttore di Tusciaweb che, raccontando il Pericle che duemilacinquecento anni fa costruì ad Atene la prima democrazia aperta – e lui dice felice – sollecitano confronti con il regime attuale dei Salvini, Grillo-Di Maio e Renzi a chi, al mare, si vede intorno tanti coloriti vu’ cumprà o, al supermercato di città, consegna il carrello ad altrettanti nuovi schiavi.

Tutti accolti nel paese dei sanmartini e dei buoni samaritani che una volta donato al bisognoso un pezzo di mantello o curate alla meglio le piaghe se ne ripartono soddisfatti della buona azione, ma immemori dello stato subumano in cui l’accoglienza purchessia lascia un nuovo ceto di persone che prima o poi si ribellerà.

A ben vedere, caro direttore, “la felicità dell’esser liberi ad Atene” di cui scrivi, tale forse non era per tutti e, sarà pur vero che lì non conoscevano stranieri, ma per i locali che non la pensavano come il capo era pronto l’ostracismo: cacciati di città e lì lasciati per anni.

Proprio così prese il potere Pericle, mandando fuori le mura gli oppositori e dando una sistemata all’aeropago in cui in troppi e troppo cantavano, cosicchè, eliminato ogni contrasto “di quella che era una democrazia trasandata – racconta Plutarco – fece un potere aristocratico e monarchico”.

Democrazia più di nome che di fatto, secondo Tucidide. Detenendo tutto lui il dominio, elargendo al popolo stipendi “e contributi per assistere agli spettacoli teatrali”(peccato per l’ex Renzi che niente inventò col bonus cultura ai giovani), estendendo il potere e l’influenza di Atene fin alla Russia e, soprattutto, vincendo da solo.

Prima gli ateniesi, insomma, molto prima di Salvini e pure Trump; sovranismo ante litteram di un politico che fu anche uomo d’arte (erano i tempi del Partenone, dei Propilei) e da amministratore incorrotto evitò il “disintegramento dell’autorità statale” (quel che pare stia succedendo da noi) esaltando l’ateniesità del popolo con il potere ben stretto nelle sue solide (e pulite) mani.

Il richiamo di Galeotti fa dunque riflettere. L’onestà e l’esempio, con il rispetto della legge, consentono regimi più felici, però corsi e ricorsi storici, somiglianze di situazioni e problemi a duemila cinquecento anni di distanza dimostrano che il perfetto non c’è .

Voltaire, alla domanda su quale sia lo stato in cui vivere, era convinto che ognuno risponderebbe “Dappertutto fuorchè nel mio paese”, oppure “quello dove si obbedisce solo alle leggi”. Ma dov’è? “Bisogna cercarlo” replicava lui, perché nel 1764 quando scriveva il suo Dizionario filosofico non lo aveva trovato. Né lo trovarono una ventina d’anni dopo quelli della Rivoluzione francese. E neppure i posteri, a quanto pare.

Renzo Trappolini


Condividi la notizia:
7 agosto, 2019

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tag/renzo-trappolini/