Viterbo – (g.f.) – “Geotermico, no a un’altra Latera”. Dopo l’ok dal consiglio dei ministri all’impianto a Castel Giorgio, Mauro Rotelli, deputato FdI fa una visita alla struttura dismessa nel comune a nord di Viterbo.
Per dire no alla geotermia.
“Ecco i ‘residui’ – scrive Rotelli in un post – dell’esperienza disastrosa vissuta nel 1999, anno in cui la centrale geotermica di Latera fu avviata”. E rimase in funzione per un anno.
“Dal 1999 al 2000 – ricorda Rotelli – con un progetto che partiva dagli anni 70, poi aggiornato negli anni 80, quindi realizzato nel decennio successivo”. Vita breve.
“Oggi è in in fase di parziale dismissione, stanno demolendo le torri di raffreddamento, abbandonate”.
Le conseguenze, sul territorio, per Rotelli si sono fatte sentire.
“Gli effetti furono devastanti – spiega il deputato FdI – immissione in atmosfera di sostanze inquinanti e maleodoranti che determinarono il crollo delle attività turistiche, malori della popolazione, oltre alla mancata fornitura di energia per consentire il funzionamento di attività produttive”.
E nelle campagne: “Decine di serre attorno ai pozzi, alcuni produttivi e altri improduttivi, decine di scavi, con serre abbandonate”.
Qualcosa ancora oggi ben visibile. “Gli ettari di serre abbandonate sono ancora lì, uno scempio”.
Il sopralluogo di Rotelli, insieme al sindaco di Latera Francesco Di Biagi.
“La centrale è stata costruita venti anni fa nelle campagne di Latera – spiega Rotelli – e mai smantellata.
Ho visto le rovine delle serre costruite con l’illusione di ottenere energia a basso costo, in contrasto con le bellezze di un’area che accoglie realtà agricole, zootecniche, turistiche e naturalistiche di primissimo piano”.
Oggi, venti anni dopo l’entrata in funzione della struttura a Latera, è arrivato l’ok all’impianto di Castel Giorgio.
“Ha avuto il via libera dal consiglio dei ministri, in particolare dal Mise, un’autorizzazione che è ancora tutta da vedere e verificare”. Si annuncia battaglia.
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