Roma – Governo gialloverde, è il giorno della verità. Il presidente del consiglio Giuseppe Conte parla al senato, dopo la conferenza dei capigruppo che si è tenuta alle 14,30.
19,30 – la Lega ha ritirato la mozione di sfiducia a Giuseppe Conte, presentata al senato il 9 agosto ma mai calendarizzata. “È una scelta di coerenza con l’apertura fatta in aula da Matteo Salvini – spiegano fonti della Lega -. Se tieni una porta aperta non puoi tenere la sfiducia”.
17,10 – Proseguono gli interventi dei senatori dopo il discorso di Giuseppe Conte.
17,00 – Dopo Emma Bonino (+Europa) tocca a Forza Italia con Bernini che invita ad andare subito al voto.
16,40 – L’ultimo passaggio di Renzi: “Prima vengono gli istituzioni, con questo spirito noi siamo felici che l’esperienza populista finisca ma daremo il nostro contributo perché a pagare non siano le famiglie”. E comunque, sull’ipotesi di un’intesa Pd-M5s: “Se nasce un nuovo governo io non ci sarò”.
16,38 – Matteo Renzi va a chiudere, rivolgendosi a Salvini: “Se dovesse vincere e portare l’Italia al voto o se dovesse perdere, tanti di quelli che l’hanno applaudita si squaglieranno, so cosa significa. Ci sono passato. Ma lei in ogni caso faccia chiarezza sui rapporti con la Russia”.
16,32 – Prende la parola Matteo Renzi (Pd). Parla del clima d’odio: “Che non abbiamo creato noi”. Si riferisce a persone di colore, ricordando fatti di cronaca. Poi, riferendosi alle dichiarazioni sulla religione, ostentata da Salvini e lo invita alla coerenza: “Faccia sbarcare le persone che sono ferme ancora adesso, ostaggio di una politica vergognosa”. Poi: “La sfido dove vuole, ministro Salvini – continua – ma non giochi sulla pelle degli italiani”.
16,25 – Salvini va verso la conclusione: “I casi sono due, o c’è un accordo per andare avanti col Pd, di potere e di spartizione. Già fatto, con i 5 Stelle. Lecito. Ditelo agli italiani. Secondo me è irrispettoso della volontà degli italiani. Se non è così, invece c’è voglia di costruire, terminare un percorso. La via maestra è quella delle elezioni. Se volete tagliare i parlamentari e si va al voto? Noi ci siamo. Una manovra economica coraggiosa? Ci siamo”. Chiude citando Giovanni Paolo II. “La fiducia non si ottiene solo con dichiarazioni o forza, ma va meritata con gesti e fatti completi”.
16,23 – “Siamo gli unici presunti fascisti che vogliono il voto… la dittatura del popolo italiano”. Salvini insiste interrotto dall’aula. “Mi sembrava d’aver capito che dai 5 Stelle non c’era un accordo preconfezionato col Pd…”. Ma viene interrotto, il tempo è scaduto. “Non ho contingentato i tempi a nessuno”, è la replica della presidente del senato: “Smettetela, non contingento i tempi col ministro Salvini come per altri”.
16,20 – Salvini sull’esibizione del rosario: “Sono orgoglioso di dire che io credo e di chiedere la protezione della Madonna. Non me ne vergogno. Ne sono ultimo e unico testimone”. Non coltiva l’odio verso i Pentastellati: “Non coltivo rancore, l’amore vince sempre sono pronto a sacrificarmi”. Un Salvini inedito. “Non ho paura a mollare le poltrone, non hanno paura i ministri della Lega, gente libera che risponde solo al popolo italiano”.
16,10 – I dieci minuti scadono, l’aula rumoreggia, ma la presidente Casellati: “Mi scuso poteva parlare per 20 minuti”. Poi l’affondo: “La scorsa settimana il Movimento 5 Stelle le ha votato la sfiducia dicendo no alla Tav”. E sull’alleanza possibile col Pd: “Come potete pensare di portare al governo Renzi che gli italiani hanno mandato a casa?”
16,03 – Salvini elenca tutti gli aggettivi con cui Conte lo ha chiamato in causa: “Bastava Saviano, Travaglio o Renzi, non un presidente del consiglio”. Poi inizia la sua replica. “Da ministro dell’Interno porto a casa un’Italia più sicura dopo un anno di governo”. Riprende dopo un’interruzione. Parla d’immigrazione, tocca temi a lui vicini. E parla di un’alleanza M5s con il Pd: “Vi vedo a fare un’alleanza con Renzi, padre del job’s act”.
16,02 – Tocca al ministro Salvini intervenire. Il leader leghista è stato al centro di un duro attacco dal premier Conte: “Rifarei tutto quello che ho fatto – esordisce così Salvini – con la forza di essere un uomo libero, non ho paura del giudizio degli italiani. Chi ha paura del giudizio del popolo degli Italiani non è un uomo o una donna liberi. Spiace che mi abbiate dovuto sopportare”.
16,00 – La presidente Casellati dà la parola ai vari gruppi, dopo l’intervento di Conte.
15,50 – Il premier Conte si avvia a conclusione: “Accettando l’incarico dichiarai che sarei stato l’avvocato del popolo. In ragione di questo impegno devo oggi concludere. La decisione della Lega, la mozione di sfiducia e i comportanti mi impongono di interrompere qui questa esperienza di governo. Mi recherò a fine dibattito dal presidente della repubblica e rassegnare le mie dimissioni da presidente del consiglio”.
15,40 – “Chi ha responsabilità dovrebbe evitare di accostare agli slogan politici simboli religiosi. Sono episodi di incoscienza religiosa che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e oscurare il principio di laicità, tratto fondamentale dello stato moderno”.
15,34 – Giuseppe Conte continua l’elenco di recriminazioni verso il leader della Lega, su comportamenti fatti presente, spiega il premier, in sede privata e “Purtroppo a volta anche pubblici”. Anche invadendo le competenze di altri ministri: “Creando interferenze che hanno incrinato la compattezza della squadra di governo e vanificando l’azione. Quando io ti avevo invocato dopo le Europee, di riferirmi qualsiasi cosa sulla composizione del governo”.
15,27 – “Altro che governo dei no – prosegue il duro attacco di Conte alla Lega – il ministro Salvini ha progressivamente messo in atto un’operazione di distacco dal governo alla ricerca di un pretesto che potesse portare al ritorno alle urne. una decisione ha compromesso il lavoro sulla legge di bilancio che aveva anche al suo interno la flat tax e una riforma più complessiva”.
15,25 – Il premier Conte fa un lungo elenco degli interventi portati avanti dal governo e che la scelta della Lega: “ha calpestato”. A chi lo contesta dai banchi della Lega, manda a dire: “È anche il vostro lavoro, questo”.
15,20 – “Sollecitare i cittadini a votare ogni anno è da irresponsabili – prosegue Conte – le scelte i comportamenti di questi giorni dal ministro dell’Interno rivelano scarsa sensibilità istituzionale e grave carenza di cultura istituzionale. Quanto fatto è un gesto di grave imprudenza istituzionale e può fa precipitare il paese in una instabilità finanziaria e incertezza politica”. Poi: “Una forza politica che annuncia la sfiducia e non ritira i ministri è un comportamento opportunistico. Difficile conciliare la presentazione della mozione con la permanenza in carica dei propri ministri”.
15,15 – “Il ministro dell’Interno ha mostrato di seguire interessi personali e di partito. Considero legittimo per una formazione politica voler incrementare il consenso, ma ogni partito è chiamato a operare una mediazione fra interessi di parte e quelli generali”.
15,10 – Accolto dagli applausi il presidente del consiglio Giuseppe Conte entra in senato. Alle 15,10 parte il suo intervento. La scelta di tornare in aula, per rispetto delle regole, ha fatto presente Conte. “La Lega ha depositato una mozione di sfiducia nei confronti del governo, una decisione oggettivamene grave, con conseguenze rilevanti per il paese. L’unica sede per il dibattito è il parlamento e non via social”.
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