Roma – Riceviamo e pubblichiamo – L’articolo 10 del decreto crescita va abolito.
Ho accolto le giuste preoccupazioni espresse dalla Cna in un documento che impegna il presidente e la giunta a compiere tutti gli atti necessari e propedeutici a impugnare nelle sedi giurisdizionali competenti l’articolo 10, commi 1 e 2, del decreto legge numero 34 del 30 aprile convertito nella legge numero 54 del 18 giugno, perché siano abrogati.
Queste norme sono inique e di parte. Rappresentano una distorsione del mercato e operano una concorrenza sleale nei confronti delle piccole e medie imprese e dei lavoratori autonomi, venendo meno il principio del libero mercato.
La misura prevede che i cittadini che effettuano lavori di efficientamento energetico possano chiedere, in alternativa alla detrazione fiscale rimborsabile in 10 anni, uno sconto immediato sulle fatture dell’impresa che ha svolto gli interventi. Sarà poi l’impresa stessa a farsi rimborsare lo sconto dallo Stato, sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali di pari importo.
La scelta del cittadino scarica interamente sull’impresa l’intero onere finanziario del costo dell’intervento.
Le piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi saranno messi in ginocchio, perché non hanno la liquidità necessaria a far fronte alle condizioni imposte. I grandi operatori nel settore dell’energia, che già godono di una posizione dominante sul mercato, saranno quindi favoriti. Una situazione inaccettabile che va completamente cambiata.
Enrico Panunzi
Consigliere regionale Pd
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