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Viterbo - La proposta di Domenico Meschini, istruttore dell'associazione nordic walking Italia, che possa accontentare sportivi e non

Perché non provare a salvare… “Capretta” e cavoli?

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Il giro della Capretta

Il giro della Capretta

Domenico Meschini

Domenico Meschini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Perché non provare a salvare per una volta “Capretta e cavoli”? Qualche giorno fa ho letto l’articolo e la replica tra la proposta del consigliere Merli e i dubbi di alcuni residenti circa l’idea appunto della possibile posa di cartelli “turistici” a indicare lo storico “giro della Capretta”, e tutela turistica del tratto interessato.

Premesso che trovo l’idea costruttiva, di interesse collettivo e molto utile alla comunità, oltre che, allo scontato interesse di tanti sportivi come me, rilancerei (al netto di espropri, picchetti e inutili sproloqui politici), suggerendo la partenza e il ritorno al parcheggio sterrato davanti al campo sportivo scolastico, toccando come si vede dal percorso in piantina da me provato a mo di esempio, passando per la nuova palestra, risalendo e percorrendo in senso antiorario il famoso giro per toccare al ritorno l’oratorio di Santa Barbara, il campo da baseball e quello da rugby.

Insomma una sorta di giro adatto alla zona e per tanti fruitori. Ne nascerebbe sicuro un interesse che avrebbe il sapore di “villaggio sportivo collegato” che tanto se ne parla a Viterbo ma che tanto in fretta si dimentica sempre.

Sono poi quei famosi “diecimila passi al giorno per sentirsi in forma” a fare la differenza, almeno sapremo dove poterli fare praticando attività fisica “appena fuori porta”. Infatti i poco più di cinque chilometri del tratto, potrebbero essere incrementati (arrivando a sei/sette), percorrendo per almeno due volte il tratto intermedio sterrato dopo il ponte della superstrada.

Ho monitorato per curiosità in questi giorni la frequenza di persone sul posto, mai meno di una quarantina, di fascia in età apparentemente trasversale e di attività sportiva varia, ad alcuni ho parlato e non sto a dire l’entusiasmo manifestato a sentire l’idea, ma ho notato anche il rispetto mostrato per i residenti.

Non da ultimo le giuste le rimostranze di chi ci abita perché rispettando il codice della strada bisognerebbe camminare o pedalare in fila indiana, questo però non succede quasi mai: facciamolo e rispettiamo il prossimo, anche chi lo sport non lo pratica.

Speriamo che l’iniziativa venga presa in seria considerazione, ho dedicato parte della mia vita allo sport e già quaranta anni fa si parlava di fare una “sgambatella” alla Capretta. Concludo dicendo che per avere un “tesoretto”, bisogna lucidare ogni singola pepita, anche quelle più piccole e Viterbo le ha tante!

Domenico Meschini
Istruttore Anwi (Associazione nordic walking Italia)


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31 agosto, 2019

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