Roma – “Sono pronto a vedere Berlusconi e Meloni”. Così Matteo Salvini in un’intervista a “Il Giornale”.
Matteo Salvini non guarda più al M5s. Il vicepremier leghista vede all’orizzonte un centrodestra nuovamente unito. A dirlo è lui stesso in un’intervista rilasciata a “Il Giornale”.
Nelle prossime ore – dice Salvini – vedrò Berlusconi e la Meloni alla luce del sole. Parleremo sia di elezioni regionali sia di elezioni politiche. Proporrò un patto, l’Italia del sì contro l’Italia del no”.
Salvini non parla di un ritorno a vecchie coalizioni, ma accenna a qualcosa di nuovo. “Le vecchie classificazioni – continua – non mi appassionano. Mettiamola così, oltre il vecchio centrodestra”.
“Oltre” ci sarebbe quindi Forza Italia e Fratelli d’Italia,ma non solo. Salvini pensa anche a “buoni sindaci e amministratori”.
“Non tutti i grillini sono come Fico e Di Battista – dice –. Io non escludo nessuno, questo non è il momento di escludere ma di includere il più possibile. Penso anche ai governatori e ai tanti grillini positivi che abbiamo conosciuto”.
Quel che è certo, per il leader della Lega, è che nella coalizione ampia non c’è posto per Renzi. “Non c’è posto per chi è disponibile ad andare anche con Renzi, chi mi ha insultato per mesi. Per il resto stendiamo un programma e presentiamoci uniti agli elettori”.
E ancora: “Le dico un segreto. So per certo che molti deputati e senatori grillini sono assolutamente contrari all’ipotesi di una alleanza con Renzi e al momento giusto lo dimostreranno”.
Su un possibile governo Pd- M5s Salvini ribadisce il suo commento di ieri. “Un governo Pd-M5s? Servirebbe solo a salvare Renzi – afferma -. Questo ipotetico asse Pd-Cinque Stelle serve per salvare il culo a Matteo Renzi. E’ la sua mossa della disperazione, se si va a votare dubito che rientri in parlamento”.
Nessun governo tecnico per il vicepremier leghista, ma un ritorno alle urne in tempi brevi. “Un governo tecnico sarebbe un tradimento della democrazia – conclude –. Mattarella non è Scalfaro che dette l’incarico a Lamberto Dini mettendo da parte Silvio Berlusconi, e poi non siamo più nel ’94. Il paese è profondamente cambiato, la gente ha preso coscienza, sarebbe la prima a opporsi a un simile tradimento della democrazia”.
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