Viterbo – “Raddoppio della Cassia, perché la variante al piano regolatore non è stata più portata in consiglio? In un anno cosa è stato fatto per questo progetto fondamentale per la città? Nulla, se non buttare tutto al vento”. Alvaro Ricci (Pd) si chiede quale passo in avanti sia stato fatto sul bando delle periferie e soprattutto sul prolungamento di via dell’Industria fino al bivio dell’Oasi. Ma non solo. Per il consigliere, in cerca di un’illuminazione e facendo sua quella che definisce “un’espressione tipicamente salviniana” tutta la questione è un vero “un mistero gaudioso”.
“Accolgo – dice Ricci – come penso tutta la città, con cauto ottimismo, la possibilità che il consiglio dei ministri sta dando a Viterbo, e anche ad altri comuni, di presentare una nuova scaletta dei lavori del bando per la riqualificazione delle periferie. La progettazione presentata era quella minima per partecipare, ora, dunque volgiamo lo sguardo avanti e non sempre indietro.
Il punto che mi preoccupa, e anche molto, è quello relativo all’opera più importante e qualificante del programma delle periferie e cioè il raddoppio della Cassia, o meglio, il prolungamento di via dell’Industria fino al bivio dell’Oasi.
Questo progetto lo abbiamo lasciato in avanzato stato di elaborazione noi della precedente amministrazione. Non solo, avevamo iniziato e portato quasi a termine la variante al piano regolatore che è propedeutica a qualsiasi altro atto”.
Ricci illustra il suo dubbio: “Quello che è un mistero gaudioso, come lo avrebbe definito Salvini, è che la variante, seppure adottata dalla precedente amministrazione, da un anno non è stata più portata in consiglio comunale per la definitiva approvazione. Senza questo atto, che richiede almeno sei mesi, non si può fare nulla. E così si rischia di far naufragare l’intervento più qualificante dell’intero programma, senza in definitiva capire il perché.
Se, infatti, non si fa la variante al piano regolatore non si può fare la progettazione definitiva e quindi l’avvio alla procedura Via e agli espropri”.
Il consigliere non riesce a capire “il motivo per cui si è perso un anno senza fare un tubo, peraltro per qualcosa che è a costo zero, visto che la variante al piano regolatore non costa nulla. Si tratta di portarla in consiglio comunale, poi farla passare in Provincia e di nuovo in consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Ci vorrebbero mesi, ma in un anno non si è fatto nulla, nulla, nulla. E lo ribadisco tre volte, non è stato fatto niente su quello che è un tema principale e che prevede procedure più lunghe degli altri tra cui una conferenza dei servizi con l’ente regionale competente su quel tratto.
Basta quindi dire che nelle precedenti amministrazioni non si è fatto niente e che l’attuale sta lavorando. Ma su cosa?”, si chiede Ricci.
A premergli, poi, un altro punto: “L’ufficio speciale per attuare il piano delle periferie di cui ero uno dei proponenti. Prevede l’assunzione di sei architetti e ingegneri a tempo determinato, ma anche su questo il bando non è stato pubblicato e le procedure di reperimento di queste figure da graduatorie di altri comuni hanno dato esito parzialmente negativo, visto che solo due hanno dato la disponibilità, ma non sono stati presi nemmeno quelli.
L’ufficio è ancora vuoto. Quindi, in questo anno cosa è stato concluso e quale passo in avanti è stato fatto per questi progetti e in particolare per il raddoppio della Cassia. Non siamo all’anno zero, ma a quello sotto zero. Su questo c’era un progetto preliminare quasi definitivo, mancava solo di avviare le procedure per cui ho più volte sollecitato in consiglio il sindaco e gli assessori Allegrini e Ubertini. Ma nulla si è mosso.
Quest’anno, poteva essere recuperato per queste operazioni che sono lunghissime e ripeto a costo zero e che avrebbero portato a un progetto cantierabile da realizzare alla prima occasione di finanziamento che oltretutto c’era già. Invece – conclude Ricci – tutto è stato buttato al vento”.
Paola Pierdomenico
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