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Rovigo - La madre: "Preoccupata per i miei figli di colore, che vivono in un paese incattivito"

Diciottenne cacciato da un locale perché nero

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Claudia Luigia Narsi e il figlio Pietro Braga

Claudia Luigia Narsi e il figlio Pietro Braga

Rovigo – Escluso per il colore della sua pelle. Cacciato via dallo stabilimento balneare Cayo Blanco perché nero. 

La storia del diciottenne Pietro Braga e del locale poi sanzionato con 15 giorni di chiusura dal questore di Venezia per non averlo fatto entrare ha fatto il giro del web, oltre che dei giornali locali e nazionali. 

Sul grave episodio, risalente alla fine di luglio, è intervenuta stamattina la madre del ragazzo, Claudia Luigia Narsi, con una lunga intervista a Repubblica. La donna, che con il marito ha adottato Pietro e un’altra bambina di colore dieci anni fa, si è detta fortemente preoccupata: “Ho due figli di colore che vivono in un Paesei incattivito, che quasi stento a riconoscere. Il clima è cambiato, ora si rischia per davvero. La gente si sente autorizzata a infierire su chi ha la pelle nera. Perdo il lavoro? È colpa dei neri. Mi sento insicuro? È colpa dei neri”. 

Una famiglia che ha cercato di preparare i figli anche a eventuali intolleranze e discriminazioni nei loro confronti. “Ho insegnato a mio figlio a essere auto ironico – continua la madre di Pietro sulle colonne di Repubblica – a non dare troppo peso agli insulti scontati che il colore della sua pelle potrebbero attirare. Stavolta però è successo qualcosa di diverso, per questo sono corsa davanti a quel locale. Ho sentito addosso tutta l’umiliazione che mio figlio stava provando in quel momento. Ma è stato inutile: non mi hanno dato ascolto e hanno fatto finta di niente”. 

Per il locale è arrivata la sanzione del questore di Venezia. A Pietro e famiglia, la vicinanza di tutta la città di Adria, dove vivono. “Abbiamo ricevuto un sacco di messaggi di solidarietà, quelli ci danno tanto coraggio”. 


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11 agosto, 2019

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