Catania – “Renzi a Roma sta facendo molte telefonate, vogliono salvare la poltrona”. Così il vicepremier leghista dal palco di Catania durante il suo tour in giro per l’Italia.
Nuova tappa per il tour di Matteo Salvini in giro per l’Italia. Il vicepremier leghista questo pomeriggio sta parlando dal palco di Catania. L’attacco è per Matteo Renzi e per il Pd.
“Mentre io sono qui a Catania, Renzi a Roma sta facendo telefonate – afferma dal palco –. Mi risultano telefonate in corso a 360 gradi per salvare la poltrona. Uno squallore imbarazzante l’appello pubblico al M5S e ad altri scilipoti di turno. Ho la certezza che qualcuno a Roma sta lavorando per fare un’ammucchiata. Ma l’Italia non si merita un governo scilipoti”.
Prima del suo intervento è salita la tensione anche sotto il palco. Circa una cinquantina di manifestanti ha esposto cartelli contro il leader della Lega. I contestatori hanno anche urlato “venduto”, “traditore”, “buffone”, e slogan come “Catania non si Lega” e “fuori i fascisti da Catania”.
Tra i cartelli di protesta alcuni con frasi come “Ti ricordi forza Etna? Io si”, “Vai a lavura, pulentun”.
I simpatizzanti della Lega invece hanno esposto uno striscione con la scritta “Catania identitaria”. Le due fazioni opposte sono state separate da un cordone della polizia.
Salvini ha così commentato le proteste: “Fuori c’è il popolo del ‘no’, un mix di centri sociali, estrema sinistra e pezzi di Cinque stelle. Io chiamo a raccolta il popolo del sì. Il popolo del no è ben rappresentato da Renzi. Il no alle elezioni è il primo grande no. Spero non ci sia nessuno che voglia giochi di palazzo”.
Poi un passaggio sulla crisi di governo. “Se si vota a metà ottobre – ha ribadito Salvini – a fine ottobre l’Italia potrebbe avere un governo in carica nel pieno delle sue funzioni. Si avrà così il tempo di fare una manovra finanziaria coraggiosa”.
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