Roma – Tensione al governo, Conte, Salvini e Di Maio a palazzo Chigi.
Alta tensione nel governo. E’ in corso in questi minuti un colloquio a palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte e il vicepremier Matteo Salvini. Nella sede del governo è presente anche il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio che però è nel suo ufficio con il suo staff.
Al Quirinale sono invece saliti i presidenti di Camera e Senato per incontrare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Questa mattina Mattarella ha incontrato anche il premier Conte. Un colloquio, stando a quanto riporta l’Ansa, esclusivamente informativo. Non si sarebbe quindi parlato di apertura di crisi o di dimissioni del premier.
Sono ore di fermento quelle in corso. Da capire se sia possibile un ritorno al voto dopo la tensione dei giorni scorsi con il voto sulla Tav e sul decreto sicurezza bis.
Ieri sera, stando all’Ansa, sembrava che Matteo Salvini avesse chiesto un rimpasto di governo, con tre possibili cambi tra i ministri. Oggi fonti leghiste smentiscono questa possibilità.
Da capire ora se la Lega abbia intenzione di chiedere nuove elezioni. Tra le possibili date Repubblica riporta il 13 ottobre.
L’Ansa diffonde una nota ufficiale della Lega. “L’Italia – si legge – ha bisogno di certezze e di scelte coraggiose e condivise, inutile andare avanti fra no, rinvii, blocchi e litigi quotidiani. Ogni giorno che passa è un giorno perso, per noi l’unica alternativa a questo governo è ridare la parola agli italiani con nuove elezioni”.
Gli alleati di governo chiedono chiarezza. “La nota della Lega è incomprensibile – si legge sempre su una nota diffusa dall’Ansa -. Dicano chiaramente cosa vogliono fare. Siano chiari”.
“C’è la consapevolezza e la presa d’atto – precisa infine la Lega – che, dopo le tante cose buone fatte, da troppo tempo su temi fondamentali per il paese come grandi opere, infrastrutture e sviluppo economico, shock fiscale, applicazione delle autonomie, energia, riforma della giustizia e rapporto con l’Europa tra Lega e 5 Stelle ci sono visioni differenti. Il voto di ieri sulla Tav ne è solo l’ultima, evidente, irrimediabile certificazione”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY