Genova – “Un anno fa abbiamo perso un pezzo del nostro cuore”. Egle Possenti, presidente del comitato che unisce i parenti delle vittime del crollo di Ponte Morandi, ha preso la parola durante la cerimonia a Genova a un anno dalla tragedia.
“Quanto è accaduto è inaccettabile – ha detto – non possiamo restare inermi, chiediamo ai nostri rappresentanti segni concreti”.
E ancora: “Un anno fa abbiamo perso un pezzo del nostro cuore. È una montagna infinita da scalare, ma per la loro memoria dobbiamo continuare nella ricerca della verità. Siamo stati attori di una delle tante tragedie di questo paese”.
Poi l’appello alle istituzioni. “Chiediamo – ha aggiunto – un segnale concreto affinché i cittadini possano sentirsi tutelati. I beni demaniali non possono essere la causa delle tragedie. Nel nostro paese la parola principale deve essere ‘prevenzione'”.
E la conclusione. “Chiediamo processi brevi, diciamo ‘no’ alla prescrizione per reati di questa gravità. E un’unità di crisi per gestire le emergenze, perché nessuno si senta più solo. Grazie alla magistratura per la forza e determinazione con cui sta lavorando. Infine, un ringraziamento ai cittadini che oggi e nei giorni passati ci sono stati vicini e ai giornalisti che hanno lavorato seriamente”.
Alle 11,36 il minuto di silenzio scandito dalle campane della città e dalle imbarcazioni in porto. Poi un lunghissimo applauso.
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