Viterbo – “Vincolo della Sovrintendenza, in comune si sono svegliati”. Alvaro Ricci (Pd) apprezza come sul provvedimento che interessa 1600 ettari, da valle Faul alle Masse, in pratica fino alle porte di Vetralla, da palazzo dei Priori Giulio Marini invochi il ricorso al Tar.
Apprezza non senza un pizzico d’ironia. Del vincolo e relative preoccupazioni sulle ripercussioni si discute da mesi. L’amministrazione confidava nelle osservazioni presentate al ministero, insieme a quelle di privati e associazioni per allentare le misure restrittive. Ma la risposta è stata una doccia fredda.
Gran parte respinte, i vincoli restano e Marini chiede di convocare subito la commissione e puntare dritti al ricorso al Tar.
Alla buon’ora, pare dire Giacomo Barelli (Forza Civica). “Benissimo se Marini ha cambiato idea – sottolinea Barelli – ma non si affrontano così vicende tanto delicate.
Io, Alvaro Ricci e Fabrizio Purchiaroni avevamo presentato una mozione in cui chiedevamo di ricorrere al Tar. La maggioranza ha bocciato la proposta, sostenendo che non avesse fondamento”.
Adesso, cambio d’idea. “Che la situazione col vincolo fosse grave, l’avevamo capito”.
Il centrodestra sembra allinearsi. “Quello che a me pare strano in tutta questa vicenda – incalza Ricci – è l’assenza di concertazione da parte della Sovrintendenza con il comune”. La prima è andata avanti per conto proprio.
“Sono d’accordo col vincolo – sostiene Ricci – ma va studiato bene, integrato con i programmi di sviluppo dell’amministrazione”. Oggi la situazione non è facile. “Imprese agricole ne escono devastate. In zone non bene individuate non si possono fare scassi profondi più di trenta centimetri.
Esistono investimenti per milioni di euro, da parte di privati approvati da tempo, progetti termali. Si ferma tutto.
Le stesse ex Terme Inps ricadono nel vincolo. Il territorio va salvaguardato, ma con criterio. Che senso ha includere zone antropizzata come Ponte dell’Elce?”.
Qualcosa in comune si comincia a muovere. “Marini dopo tanto qualcosa ha deciso di fare. Meno male. Seppure in modo tardivo, arriva sulle nostre posizioni.
La situazione è grave e adesso corrono ai ripari. Onestà intellettuale vorrebbe che ammettessero come su questa cosa c’era chi li aveva avvertiti a tempo debito. Adesso speriamo che non sia tardi”.
Giuseppe Ferlicca
– Marini (FI): “Vincolo a 1600 ettari da valle Faul alle Masse, il comune ricorra al Tar”
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