Orte – Arriva il docufilm su Filoteo Alberini. Si chiama “L’italiano che inventò il cinema” ed è un omaggio all’ortano che nel 1894, cioè un anno prima della presentazione del cinematografo dei fratelli Lumière, inventò il kinetografo, un apparecchio per la ripresa e la proiezione delle immagini.
L’invenzione di Alberini non passò alla storia a causa di un intoppo burocratico del ministero dell’Industria, che rilasciò il brevetto con un anno di ritardo, cioè quando i Lumière stavano già proiettando in pubblico i loro primi film.
Senza perdersi d’animo, Alberini continuò a dedicarsi anima e corpo al cinema, arrivando a produrre nel 1905 il film “La presa di Roma”, considerato da tutti gli studiosi il primo film italiano. Inoltre aprì il cinema Moderno di Roma e fondò la prima casa di produzione in Italia, la Alberini e Santoni (poi divenuta Cines).
Il documentario, prodotto dalla Blue cinema di Daniele Baldacci con la regia di Stefano Anselmi, racconta la vita di questo pioniere del cinema, impersonato da Massimo Zanuzzi, e cerca di rendere finalmente giustizia alla sua figura.
Le ambientazioni delle riprese sono Roma, Milano e Orte, la città dove Alberini nacque nel 1867. Tra i vari personaggi intervistati ci sono anche il sindaco Angelo Giuliani e la consigliera delegata alla Cultura Valeria D’Ubaldo.
La data di proiezione del docufilm non è ancora stata annunciata ufficialmente. Secondo le intenzioni dichiarate da Baldacci, comunque, “si partirà dal mese di ottobre, con una distribuzione nei principali festival nazionali e internazionali”.
Alessandro Castellani
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