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Viterbo - Comune - L'assessora Sberna (Servizi sociali) dà la buona notizia in quarta commissione - Chi ha rinunciato per i rincari sarà ricontattato

“Assistenza domiciliare, dal primo novembre costi dimezzati”

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Viterbo - - L'assessora Sberna in quarta commissione

Viterbo – L’assessora Sberna in quarta commissione

Viterbo – (g.f.) – “Assistenza domiciliare, dal primo novembre costi dimezzati”. Dopo le polemiche delle scorse settimane, in quarta commissione l’assessora Antonella Sberna (Servizi sociali) dà la buona notizia, già anticipata in consiglio comunale.

Con il regolamento e relativa rimodulazione delle tariffe, diversi utenti hanno dovuto rinunciare a un servizio comunque essenziale. Troppo alta la quota di compartecipazione e in molti hanno dovuto passare un’estate più calda e complicata. Senza un aiuto, spesso l’unico a disposizione.

Andrà meglio con l’autunno, in base a quanto anticipato da Sberna. “Il regolamento era in divenire e ci siamo accorti quasi subito che andavano apportate modifiche”. Arrivate e in vigore dal primo novembre.

“La fascia d’esenzione è stata portata per un reddito Isee fino a 7500 euro, come era la iniziale proposta del comune”. Mentre la prima stesura del regolamento la faceva scendere a duemila euro.

“Da 17,500 euro a 20mila euro gli utenti pagheranno al massimo il 40%. In pratica, abbiamo dimezzato la quota di compartecipazione”.

Nel frattempo, una quindicina di utenti sono usciti dal servizio. Patrizia Notaristefano (Viterbo 2020) si chiede cosa ne sarà di loro.

“Saranno ricontattati – precisa Sberna – dovranno fare domanda. L’impegno del servizio è di fare tutto velocemente in virtù della conoscenza dei vari casi”. Il riordino secondo l’assessora era necessario.

C’erano incongruenze, con fasce penalizzate. Il passaggio era necessario e il tiro è stato corretto. “Il nostro obiettivo è incrementare il numero di utenti, anche con l’attivazione d’altri servizi. Come per la disabilità grave.

Quando sono arrivata in assessorato i servizi ne avevano in carico 28, usufruivano di qualche ora di assistenza domiciliare, ma ora possono attingere a contributi che vanno da 700 a 1500 euro e possono permettere di assumere una persona qualificata o dare un sollievo ai familiari, o il bando per l’Alzheimer che ha permesso di fuoruscire dall’assistenza, o quello per bambini piccoli. L’obiettivo è raddoppiare l’utenza”.


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28 settembre, 2019

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