Viterbo – Vox populi, vox dei. La voce di un operaio, Luca Donnino di Montefiascone, lavoratore dell’impresa Gentili, sul campo dal 1863, più di cent’anni d’attività. Un ragazzo che, a dieci, venti metri d’altezza si sta occupando del duomo di Viterbo, la cattedrale della città. Per lavori di consolidamento e messa in sicurezza, dopo gli articoli di Tusciaweb.
Duomo con alcune parti pericolanti, questa la notizia inizialmente diffusa riservatamente dagli assessori comunali alla cultura e allo sviluppo economico, rispettivamente Marco De Carolis e Alessia Mancini, senza però informare i cittadini del pericolo, né chi dovere. Fatto a dir poco grave, perché in ballo c’è la sicurezza e incolumità dei cittadini. Solo dopo gli articoli di Tusciaweb, che hanno reso la grave situazione pubblica, la prefettura è giustamente intervenuta in tempi brevissimi, chiedendo “un’esplorazione precauzionale”, come ha detto il prefetto Giovanni Bruno durante il sopralluogo dei vigili del fuoco del 2 settembre.
Viterbo – I lavori di consolidamento e messa in sicurezza del duomo
Un’intervista on the road, con Luca Donnino rimpellicato su per la scala della ditta per cui lavora. Per sistemare il duomo che, stando a quanto dichiarato dall’operaio, qualche problema ce l’aveva. Eccome. A testimonianza di come, invece, parte del patrimonio storico cittadino abbia bisogno d’aiuto. Nonostante gli sforzi, lodevoli, della curia proprietaria dell’intero complesso dove, oltre alla cattedrale, si trova anche museo e palazzo papale. Quello del conclave, il primo della storia. Anno del Signore 1270.
Viterbo – Luca Donnino
“Le fiaccole le abbiamo messe tutte in sicurezza”, spiega Donnino mentre lavora. “La croce – prosegue – era quella che stava un po’ peggio di tutte. Un po’ precaria. Il basamento era tutto logoro. Abbiamo messo delle barre d’acciaio per rinforzarla. Adesso sembra che la stabilità ci sia”.
Viterbo – La croce del duomo
I lavori di consolidamento e messa in sicurezza termineranno all’inizio della prossima settimana. “Potevamo chiuderli prima – dice Donnino -, ma oggi (ieri ndr) il vento era troppo forte e non me la sono sentita di accelerare i lavori”. Sicurezza, anche quella degli operai che stanno restituendo, sano e salvo, il duomo alla città. Transennato nei giorni scorsi. A partire dal 3 settembre, giorno del trasporto della macchina di Santa Rosa, con i facchini che fanno il giro delle sette chiese, passando anche per piazza San Lorenzo, dove c’è il duomo e la scalinata di palazzo dei papi, laddove, ogni anno, si fa la foto di gruppo. Facchini e istituzioni. Insieme.
Viterbo – Il ricciolo e la fiaccola del duomo
“Anche il ricciolo in fondo – prosegue Donnino – era messo messo male. La zeppa era quasi andata. E’ venuta giù di un centimetro, gravando sulla fiaccola”. Il candelabro a destra della cattedrale. E ce ne è uno pure a sinistra. “Entrambi – sottolinea Donnino – messi male”.
Viterbo – Luca Donnino al lavoro
Infine una domanda, quasi di rito. C’era veramente il rischio che i candelabri potessero cadere? “Beh – risponde Donnino – ora diciamo di no. Prima, io la mano sul fuoco non ce la mettevo”.
Daniele Camilli
Multimedia – Fotogallery: I lavori di consolidamento e messa in sicurezza – La verifica dei pompieri – Video: L’intervista a Luca Donnino – L’intervento dei vigili del fuoco




