Viterbo – Musica, parole, riflessioni. Simone Cristicchi è questo e molto altro. Il tradizionale concerto di Santa Rosa è tornato a Viterbo in piazza dei Caduti e quest’anno l’artista protagonista è stato il cantautore Cristicchi.
Una serata dedicata alla musica ma anche alle parole sussurrate e alle volte “urlate”. Nulla è stato lasciato al caso. Parola e musica si sono alternate in un perfetto equilibrio delineando un percorso di riflessione.
Il concerto è stato aperto da “La cosa più bella del mondo”. Poi “Stupidowski”, “Vorrei cantare come Biagio Antonacci”. E ancora “L’Italia Di Piero” e “Magazzino 18”.
Sotto il palco il pubblico che nel corso della serata ha continuato ad arrivare in piazza. Un pubblico eterogeneo di adulti e piccini. Organizzata anche un’area riservata ai diversamente abili, richiesta dall’assessore Sberna.
Il concerto è iniziato con una mezz’ora di ritardo, ma poi alla fine Simone Cristicchi è salito sul palco. Prima però, ad anticiparlo, la musica di Micol arpa rock. L’artista ha eseguito, con la sua arpa, l’arrangiamento di diversi brani musicali. Tra le canzoni scelte per la serata Bohemian rhapsody dei Queen, Il pescatore di Fabrizio De André, Romeo and Juliet dei Dire straits.
La serata è stata scandita anche dalla forza delle parole. Riflessioni sull’importanza dell’arte e non solo. “Oggi vorrei donarvi tre parole – ha detto il cantautore dal palco -. La prima è ‘attenzione’ perché c’è tutto un mondo di cui prendersi cura e se stiamo veramente attenti possiamo diventare addetti alla manutenzione dell’universo. La seconda parola è ‘umiltà’, antica parola che viene da humus e significa ‘terra fertile’. Una persona è umile quando torna a essere terra come un campo arato, pronta a raccogliere i semi di conoscenza degli altri. Essere umile vuol dire conoscere i propri limiti e mettersi in gioco e dare il proprio contributo per tutti gli altri”.
Poi la terza parola ‘felicità’ che Cristicchi ha definito la più difficile. “Sono davvero felice – ha aggiunto il cantante – quando riesco a dare dei frutti con le mie azioni, con il mio quotidiano. Attenzione e umiltà creano insieme la felicità. E ricordate che la felicità è una porta che si apre solo verso l’esterno”.
La musica e la poesia si sono incontrate per fondersi insieme. Un mix di delicatezza e forza per rendere i brani veicolo di idee e concetti profondi e tutt’altro che scontati.
Un concerto che Cristicchi ha condiviso dall’inizio alla fine con il suo pubblico. Il cantante ha guidato le persone in un viaggio dove pian piano ha svelato tutte le sue mille sfaccettature. Sul palco non c’era solo Simone Cristicchi cantante, ma anche l’attore, il paroliere, l’autore teatrale, lo scrittore.
Il cantautore è tornato sulle scene dopo sei anni dal suo ultimo lavoro discografico. Cristicchi è arrivato a Viterbo in una tappa del suo tour Abbi cura di me. Uno spettacolo in cui il cantante ha incluso i suoi maggiori successi, dagli esordi del 2005 fino al festival di Sanremo 2019. Il concerto è stato organizzato dal comune che ha voluto così ripristinare la tradizione che in passato vedeva sempre il concerto di un artista famoso nei giorni immediatamente successivi al trasporto della Macchina di Santa Rosa.
Gallery: Santa Rosa, il concerto di Simone Cristicchi
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