Santa Rosa 2019 – Immensa Gloria per le vie della città
Santa Rosa 2019 – Immensa Gloria per le vie della città
Santa Rosa 2019 – Immensa Gloria per le vie della città
Santa Rosa 2019 – Immensa Gloria per le vie della città
Santa Rosa 2019 – Immensa Gloria per le vie della città
Santa Rosa 2019 – Immensa Gloria per le vie della città
Santa Rosa 2019 – Immensa Gloria per le vie della città
Viterbo – Basta solo dire bella per capire quanto basti poco perché Gloria catturi l’attenzione di chi la guarda. La macchina di santa Rosa, ideata da Raffaele Ascenzi, ha sfilato in trionfo. Con quei suoi colori caldi, gli angeli, l’imponenza e lassù in cima la piccola patrona che volge lo sguardo alla città. Dal ‘Sollevate e fermi’ a san Sisto, e cioè quando si alza e oscilla un po’ in avanti per lasciare il ponteggio portata a spalla dai facchini, all’ultimo ‘Santa Rosa fuori’ detto sul sagrato della chiesa. Un vortice infinito di emozioni che crescono metro dopo metro.
“E’ stato indescrivibile – ha detto Rossi -. Abbiamo fatto diverse sostituzioni e non è che c’erano preoccupazioni, pensavamo che tutto andasse nella norma e invece è successo qualcosa di impensabile. Lo abbiamo visto con l’esplosione di gioia dei facchini soddisfatti e cotenti per il trasporto. A loro abbiamo cercato di trasmettere serenità con me, le guide e gli anziani che li hanno consigliati”.
Rossi ha capito subito che le cose avrebbero funzionato. “A via Garibaldi, nonostante il vento, le file avanti si piegano, scendono in ginocchio per poi rialzarsi a Fontana grande. Così non è stato, perché c’era più energia e più voglia di fare bene. Una miscela di cose che ha fatto sì che andasse tutto in maniera diversa rispetto agli anni precedenti.
Sotto c’erano nuovi giovani in attesa da anni di entrare. Una scelta coraggiosa ma i risultati che abbiamo avuto ci hanno dato ragione”. Non a tutti però è andata bene. “Oltre alla forza fisica, interviene quella del cuore che ti fa dare un in più per portare la macchina.
Avevamo un pensiero che con i circa 80 cambiamenti sotto la macchina qualcuno non avrebbe potuto capire gli spostamenti e invece è stata una scelta azzeccata, non c’è stata un’imperfezione da parte di nessuno. Hanno fatto un lavoro eccezionale”.
Sul fatto di essere ritornato quello di una volta Rossi ha detto che è perché sono cambiati atmosfera, clima e persone”. Il trasporto poi lo dedica ai “22 nuovi ragazzi che hanno fatto questa prova”.
Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini lo definisce un trasporto meraviglioso. “Senza sbavature, è andato tutto dritto e questo mi ripaga di tante cose. Soprattutto la gioia dei facchini, quelli nuovi e non, i loro cori e l’entusiasmo che ci sprona a continuare a fare sempre di più.
La sua dedica al trasporto è “molto personale e la tengo per me, anche se poi riprendo tutte quelle del Sodalizio”. Ai suoi ragazzi vuole dire “che sono stati grandiosi, bravi ed eccezionali”.
Per il costruttore Vincenzo Fiorillo, sarebbe, sulla carta, l’ultimo trasporto. Anche se si prospetta una proroga, un anno di Gloria in più. Per lui e la sua famiglia il trasporto è stato indimenticabile. “E’ stato un grande trasporto – ha detto Fiorillo – sono davvero felice perché questo cambio che c’è stato sotto la macchina, anche consistente, ha dato prova che quello che il Sodalizio riesce a organizzare è insostituibile. Sono davvero soddisfatto per questi ragazzi che hanno dimostrato amore e forza. I nuovi, che stavano nella parte esterna, li ho visti uno per uno, quello che hanno promesso lo hanno mantenuto. E’ stato un trasporto diverso da tutti quelli degli ultimi anni.
Da parte nostra, c’è devozione per la santa e soprattutto impegno e amore per la costruzione. La macchina di santa Rosa non è un lavoro, è qualcosa che senti dentro e ci vogliono amore e sacrificio per farla in cento giorni.
Il prossimo anno dovremmo rivederla. “Mi sono comportato e mi comporto come se fosse l’ultimo anno anche se il sindaco ha promesso che farà passare questa macchina. Noi pensiamo a fare qualcosa di più bello, anche se già lo è, grazie a Raffaele che ha fatto un progetto straordinario e noi siamo stati fortunati a realizzarlo. E’ andato bene così”.
Sotto la macchina, i costruttori indossavano i colori del Sodalizio, dopo che a loro è stata consegnata la fascia rossa. “E’ stata un’emozione unica perché era inaspettata. Ha un significato importante di stima e fiducia e lo porterò nel cuore sempre. Poi c’è stata anche un’altra novità e cioè che i facchini ci hanno chiesto di fare il tragitto a ritroso e cioè quando ripartono dal boschetto per andare a prendere la macchina. Non ci sono mai andato perché è la festa loro, ma ci hanno invitato e ho avuto i brividi nel farlo. Una cosa che auguro di provare”.
Il presidente onorario del Sodalizio Lorenzo Celestini ammira la bellezza di Gloria e la forza dei facchini, specie dopo la doppia girata a piazza del comune. “Anche io ho qualche ricordo – ha detto Celestini -, le girate si fanno sentire. Gloria è sempre bella e Raffaele Ascenzi è un professionista che ha fatto un grosso lavoro. Come bellezza, l’ho sempre paragonata a Volo d’angeli, che è passata per undici o dodici anni. Non dico che questa debba fare lo stesso, ma merita di andare avanti perché è entrata nel cuore dei facchini e della città. Poi quel genio di Raffaele ci ha messo sopra i nomi di tutti quelli che sono scomparsi, dimostrando di avere grandi sentimenti”.
Sulle polemiche dei giorni scorsi, Celestini ha avuto una dura presa di posizione. “Nello sarebbe intervenuto prima. Il punto è che su tutte le cose decidono i facchini che hanno fatto una scelta e a chi non andava bene, poteva dirlo, ma all’interno dell’assemblea e non fuori. Santa Rosa comunque unisce tutti, io ho fatto diversi ritiri negli anni e c’era tanta gente ma come quest’anno poche volte l’ho vista. Non solo amici e famigliari ma viterbesi venuti per consumare la merenda coi facchini. Ho dato uno sguardo al bosco e mi sono sorpreso per tutte le persone. I facchini hanno voluto dedicare il trasporto alla città e questo i viterbesi lo hanno sentito”. Quegli occhi poi sembrano sempre bagnarsi quando parla di lui, Nello. “E’ sulla macchina, lo vedo sempre qui davanti a dare gli ordini e a guidarla. Ha creato e fatto tanto per il Sodalizio. Lui sta sempre lì – ha detto guardando Gloria – ne sono sicuro”.
Emozionato, ma anche carico di energia il sindaco Giovanni Arena. “E’ una festa – ha commentato il primo cittadino – che coinvolge tutta la città come ogni anno. Ci sono le condizioni ideali e non solo dal punto di vista climatico ma soprattutto per il cuore dei viterbesi che fa da cornice. Ogni volta, cerco di controllare le emozioni, ma sotto la macchina non posso che parlare con lo stesso cuore”.
Il trasporto era dedicato alla città. “Ho ricordato la compostezza dei viterbesi quando, in seguito a gravi fatti di cronaca, si sono uniti in una marcia silenziosa e imponente che è terminata davanti alla basilica di santa Rosa proprio a simboleggiare il legame con la nostra piccola patrona. Speriamo che in futuro la città non dovrà più essere testimone di episodi così brutali che non fanno parte della nostra cultura.
Invoco l’aiuto di Santa per cercare di capire, ascoltare e risolvere i problemi della cittadinanza. Il mio pensiero va ai viterbesi a cui dico di avere pazienza perché piano piano riusciremo a risolvere parte delle criticità della città”.
Affezionato alla macchina il parlamentare di FI Maurizio Gasparri. “Vengo sempre – ha detto Gasparri – e quindi sono abituato, ho anche promosso iniziative politico-istituzionali in coincidenza della macchina di santa Rosa, perché mi rendo conto che è un evento che va divulgato per il suo valore spirituale, per la grande partecipazione popolare e per la bellezza di Viterbo che è una città che merita di più perché è ricca di storia e tradizioni anche religiose”.
Sul nuovo governo Pd-5stelle, nato qualche ora prima del trasporto. “Di fronte a santa Rosa, non mi faccia dire cose che non si conciliano con la religiosità e la spiritualità dell’evento. Penso il contrario di quello che ispira questo luogo e questa santa così bella. Lascio a lei la fantasia… non mi induca in peccato al cospetto di santa Rosa”.
Con la fascia del Sodalizio ha assistito al trasporto il prefetto Giovanni Bruno. “E’ un trasporto particolare – ha detto il prefetto Bruno – poi vestendo gli abiti del Sodalizio fa ancora più effetto. Già l’anno scorso, che non li avevo, ho provato delle emozioni particolari nel vedere il passaggio della macchina. Quest’anno comprendo ancora di più quale sia l’entusiasmo e la forza che pervade i facchini stando sotto ed essendo una squadra. Nella mia carriera, ho già assistito a manifestazioni di trasporti, per esempio, in Calabria, con un impatto sociale e problematiche diversi. Santa Rosa è la Tuscia, non è solo Viterbo, è un simbolo non solo della nostra città, ma di un’intera provincia”.
Era presente anche Giovanni Parrello, responsabile del Sodalizio dei portatori della Madonna della sacra lettera della Varia di Palmi. “Qui a Viterbo – ha detto – vediamo un’organizzazione sicuramente importante e abbiamo molto da imparare. C’è sempre poi una grande emozione legata ai festeggiamenti e anche stasera vedo un tripudio di folla e un sentimento che unisce come è giusto che sia. L’Unesco ha dato il riconoscimento a Viterbo, Palmi, Nola e Sassari, come rete delle macchine a spalla, e c’è in itinere anche l’inclusione di Gubbio. La parola inclusione è il senso delle feste e dell’umanità che dobbiamo trasmettere attraverso queste manifestazioni. Il patrimonio antropologico e culturale dell’Italia è un valore inestimabile e va portato come esempio”.